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Mancato “switch”

Post con il profilo della scuola, Centrodestra in blocco contro la candidata del Pd

Dieci liste che sostengono Adriana Poli Bortone contro Loredana Di Cuonzo, dirigente del Liceo Palmieri: domenica ha inserito un contenuto elettorale dimenticandosi di passare al profilo personale. Poco dopo, avvisata da due studenti dell'errore ha subito rimosso il video

LECCE – La campagna elettorale per le amministrative di giugno ha vissuto oggi una giornata dal forte tasso polemico in una contesa che ha visto tutte e dieci le liste del Centrodestra attaccare Loredana Di Cuonzo, dirigente del Liceo Palmieri e candidata al Consiglio comunale per il Pd.

A indurre il blocco conservatore cittadino a una presa di posizione comune è stata la pubblicazione risalente a ieri, da parte della Di Cuonzo, di un video dal contenuto elettorale usando però il profilo social della scuola. Un errore materiale, come è stato subito spiegato, ma che non ha impedito che scoccasse la scintilla della polemica.

“Fino ad ora abbiamo taciuto sperando si trattasse di qualche scorrettezza dovuta alla mancata conoscenza delle regole minime della campagna elettorale. E invece è qualcosa di più, di molto più grave. È un metodo scientifico di farsi propaganda, fuori da ogni regola, che non può più essere tollerato. Ancor più grave se portato avanti proprio da una candidata del Pd che riveste un ruolo apicale nel più antico e prestigioso liceo della nostra città. Non una ma più volte sono utilizzati i canali istituzionali di comunicazione per fare sfacciatamente campagna elettorale. Di tutto ciò esistono prove inconfutabili: dalla presenza della candidatura nella sede del Liceo con tutti i docenti, allo spot in Piazza Sant’Oronzo sulle tematiche del turismo, all’incontro nel Circolo Tennis organizzato dalla scuola e riportato su facebook, alla presentazione di libri all’interno della scuola, ai suoi studenti portati sul bus de ‘la musica che gira intorno’ con tanto di dichiarazioni da dirigente-candidata, e ancora molto altro. Sconcertante se si pensa che certe persone dovrebbero essere per gli allievi esempi di etica comportamentale. Con rammarico dobbiamo dire che così non è e che l’immagine complessiva del prestigioso istituto è indubbiamente offuscata da comportamenti censurabili di una dirigente che forse, motivata dal fatto, che andrà in pensione a breve, ritiene di essere, legibus soluta.  Un minimo di etica avrebbe dovuto suggerire alla preside di mettersi in aspettativa sino al termine delle elezioni, anche per quell’etica deontologica e per quelle regole di base che da giornalista avrebbe dovuto ben tenere a mente”.

“Sequela di bugie senza ritegno”

La diretta interessata non ha esitato a porgere le proprie scuse per l’errore, ma ha respinto al mittente le contestazioni sommariamente riportate di aver usato sistematicamente i profili istituzionali per fini propri: “Non sono molto pratica di social, per quanto mi sforzi e, molto banalmente, non ho fatto lo switch, cioè il passaggio dal profilo della scuola, che cerco da sempre di implementare per divulgare le nostre attività scolastiche e culturali, a quello personale. Appena mi sono accorta dell'accaduto, peraltro su immediata segnalazione di due miei alunni che ben conoscono quale sia la mia attenzione alla correttezza in ogni manifestazione personale e pubblica, ho provveduto immediatamente alla rimozione e oggi stesso, lunedì, ho passato al mio vicario la gestione del profilo con cambio di password, anticipando di poco quello che sarà da farsi al mio imminente pensionamento. Si è trattato di uno spiacevole errore. Me ne scuso, ovviamente, con i miei studenti e le loro famiglie, ma non posso non rilevare l'aggressività non solo nei miei riguardi ma nei confronti di una istituzione scolastica, il Liceo Palmieri, che è stata sempre un presidio di pensiero critico e libero nella nostra città, e la sequela di bugie senza ritegno che riferiscono di cose non fatte né a scuola, né con la scuola. Non ho mai parlato della mia candidatura, quando in veste di Dirigente. Cosa dimostrabile e testimoniabile. Mi fa però riflettere che, senza concedere alcun beneficio del dubbio, tutte le liste del Centrodestra si sono scagliate contro una singola persona, alla prima esperienza di candidatura che si fonda sulla storia personale fatta di lavoro e rispetto delle norme. Non ritengo di dover prendere lezioni sul rispetto delle regole democratiche. Ovviamente mi riservo qualunque azione a tutela della mia onorabilità qualora queste bugie dovessero avere ulteriore seguito con contenuto diffamatorio”.

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