Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Posti di lavoro in salvo: si chiude la vertenza Marozzi

I sindacati, dopo una trattativa sfiancante, hanno firmato l'intesa sebbene non siano d'accordo sul nuovo modello organizzativo. Confermati anche i 20 autisti salentini

LECCE – La trattativa per la vertenza Marozzi è durata più di un giorno: sindacati e azienda sono rimasti inchiodati al tavolo del ministero del Lavoro per 30 ore consecutive. L’esito, però, ha ribaltato i pronostici iniziali negativi: si sono infatti salvati tutti i posti di lavoro su scala nazionale.

La società Viaggi e Turismo Marozzi non manderà a casa neanche i 20 autisti salentini la cui posizione era in bilico: si è così conclusa la proceduta di licenziamento collettivo avviata il 13 novembre.

Le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal ed Ugl Fna non hanno condiviso la decisione di adottare un diverso modello organizzativo e sottolineano che le decisioni assunte oggi non costituiranno un precedente per ulteriori e diverse situazioni che dovessero verificarsi. I sindacalisti hanno però deciso di sottoscrivere l’accordo per tutelare i lavoratori e salvare i relativi livelli occupazionali.

Il confronto si è articolato al fine di individuare possibili soluzioni per tutte le tipologie dei lavoratori coinvolti nella procedura. Più nel dettaglio: i lavoratori che matureranno i requisiti per il pensionamento in un arco temporale prossimo, saranno posti in quiescenza con un incentivo all’esodo; ai lavoratori che decideranno di interrompere volontariamente il proprio rapporto lavorativo, a fronte della non opposizione al licenziamento, sarà riconosciuto un incentivo all’esodo.

E ancora: ai lavoratori lontani dal requisito pensionistico viene accordata la possibilità di scegliere se essere ricollocati presso l’azienda Sita Sud, nell’arco di un periodo massimo di Naspi di 24 mesi, con la conservazione del parametro attualmente maturato, nonché un riconoscimento economico per il passaggio ed il mantenimento delle garanzie e dei diritti riconosciuti ai sensi dell’articolo 18 della legge 300 del ‘70, non applicando il Jobs act.

La seconda ipotesi è quella di essere ricollocati in tempi brevi presso una delle aziende partner di Marozzi, con l’obbligo dell’applicazione del Ccnl autoferrotranvieri, sempre con un riconoscimento economico e mantenendo la stessa residenza lavorativa.

Per questi ultimi l’accordo prevede il riconoscimento di una clausola di salvaguardia, che consiste nel diritto al “ripensamento”, esercitando il quale si potrà optare per una collocazione successiva in Sita Sud.

L’accordo, oltre a prevedere somme specifiche e differenziate come incentivi all’esodo, prevede anche una integrazione compensativa alla Naspi, tale da mantenere invariato il valore, a fronte della progressiva riduzione prevista dalla legge.

Le segreterie nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Fna, in considerazione della gravità e della complessità della vertenza aperta, ritengono di essere riuscite ad ottenere il miglior risultato possibile, rispetto ad uno scenario che si prefigurava profondamente negativo e ad altissimo rischio per i posti di lavoro di tutti i dipendenti coinvolti.

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