Cantiere Tap, a metà mese via alla costruzione del pozzo di spinta per il tunnel

Una delegazione del M5S con il sindaco di Melendugno nell'area dei lavori: già in corso quelli una strada lunga 400 metri adatta ai mezzi pesanti

SAN FOCA (Melendugno) - I lavori per la realizzazione del pozzo di spinta, propedutico al tunnel del gasdotto Tap, inizieranno a metà del mese. La data, giorno più giorno meno, è stata comunicata questa mattina dai tecnici della multinazionale ai componenti della delegazione che ha fatto visita al cantiere di San Basilio e che comprendeva i senatori Daniela Donno, Maurizio Buccarella, l'eurodeputata Rosa D'Amato, tutti del Movimento 5 Stelle, oltre al sindaco di Melendugno, Marco Potì e una rappresentanza di consiglieri comunali e attivisti. Presente anche il giornalista Gianluigi Paragone che ieri è stato ospite di una iniziativa molto partecipata dalla cittadinanza. Si tratta del secondo sopralluogo di un gruppo di pentastellati, a distanza di poco più di una settimana dal primo.

Imminente dunque l'avvio della fase che nel crono programma è definita 1A, mentre è già in corso, a ultimazione della fase zero che includeva tra l'altro l'espianto degli ulivi, la predisposizione della "pista" - di circa 400 metri di lunghezza - per consentire ai mezzi pesanti di raggiungere più agevolmente l'area interessata. Al termine del sopralluogo i parlamentari hanno chiesto un incontro, che dovrebbe esser fissato a stretto giro, per approfondire alcuni aspetti tecnici.

A Melendugno intanto si prepara lo sciopero di mercoledì, giorno nel quale gli esercenti hanno deciso di abbassare le saracinesche in segno di protesta nei confronti dell'infrastruttura energetica, considerata dannosa, inutile e contraria alla vocazione del territorio. Adesioni sono giunte anche dai comuni limitrofi.

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Un altro incontro c'è stato nel primo pomeriggio a Lecce tra il questore, Leopoldo Laricchia, il presidente dell'Ordine dei Giornaisti di Puglia, Piero Ricci, la vice, Serena Fasiello e Marco Seclì di Assostampa. Le due istituzioni della categoria, sollecitate nei giorni scorsi a rivendicare il pieno rispetto del diritto di cronaca nella "fascia di esclusione" attorno alla zona di cantiere, interdetta da un'ordinanza prefettizia anche al libero accesso per i proprietari dei terreni interessati, hanno chiesto l'adozione di procedure snelle e non discrezionali per garantire la libertà di informazione: nelle settimane scorse diversi giornalisti e fotografi erano stati fermati e rispediti indietro per non aver seguito l'iter autorizzativo previsto.

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