Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Precariato, disoccupazione e illegalità: il rebus del mondo del lavoro ancora da risolvere

Cgil, Cisl e Uil in piazza a Lecce per le celebrazioni del 1° maggio. Con loro i lavoratori di Mercatone Uno, Sirti e Ferrovie Sud Est. "Senza investimenti in lavoro non c'è crescita"

In foto: la manifestazione dei sindacati in piazza Sant'Oronzo

LECCE – Si riparte dal lavoro, dai diritti e dalla ricostruzione dello stato sociale. O non si riparte affatto. Questo l'aut aut lanciato dai sindacalisti riuniti, questa mattina, in piazza Sant'Oronzo a Lecce per le celebrazioni del 1° maggio.

Per la prima volta, dopo 10 anni, Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di manifestare unitariamente anche nel capoluogo salentino per accende un faro sui temi della disoccupazione, del precariato e dell'illegalità diffusa: criticità che stanno sfilacciando il tessuto produttivo e sociale del Sud.

Una denuncia a tutto tondo declinata, però, in chiave europea. La manifestazione si è svolta a meno di un mese dalle elezioni europee e secondo Cgil, Cisl e Uil la Comunità europea è il contenitore naturale entro cui ritrovare la coesione politica e sociale. L'Europa rappresenta, a loro dire, l’unico orizzonte di futuro.

La manifestazione è stata animata dal concerto tenuto dagli allievi del Conservatorio “Tito Schipa”, scuola di canto di Raffaella Liccardi: Barbara Barbaro, Cheng Kaiwen, Angelo De Matteis, Ding Ye, He Xin, Li Xin, Li Wencong, Rosanna Volpe, Yang Ying, accompagnati al pianoforte dal maestro Valerio De Giorgi, eseguiranno brani di Donizetti, Bizet, Mascagni, Gluk, Puccini, Rossini, Verdi, Durante, Bixio, Caldara, Pecoraro e Bozzi (“Serenata allu Titu Schipa”), Di Capua e Russo.

In piazza erano presenti anche alcune delegazioni dei lavoratori che rappresentano le principali vertenze aperte ancora sul territorio: i dipendenti di Sirti, l'azienda di Galatina interessata da una procedura di licenziamento collettivo; i lavoratori di Ferrovie Sud Est che incroceranno le braccia il prossimo 3 maggio e gli addetti del punto vendita di Mercatone Uno a San Cesario di Lecce.

“Non abbiamo nessuna novità sul fronte della vertenza – ha chiosato Ilaria Scardino, Rsa Cgil e impiegata di Mercatone Uno -: l'immobile in cui è stato allestito il punto vendita è sequestrato fino al 17 giugno. A livello nazionale si prosegue sulla strada del concordato preventivo in scadenza al 30 maggio, giorno in cui è previsto un incontro al Mise tra proprietà, organizzazioni sindacali e rappresentanti del governo. Da questo tavolo speriamo di ricevere notizie certe sui nuovi investitori che potrebbero dimostrarsi interessati a rilevare l'azienda”.

Le dichiarazioni dei sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil Lecce

Antonio Nicolì, segretario di Cisl Lecce, ha posto l'accento sul problema della qualità del lavoro che manca quasi del tutto: “Esistono forme di lavoro, part-time e irregolare, che stanno impoverendo le attività produttive e possiamo  dire che lavorare, ormai. non è una garanzia di fuoriuscita dal disagio sociale e dalla povertà".

“In Italia sta emergendo la proposta di imporre, per legge, un salario minimo: in realtà i minimi retributivi sono già previsti nelle tabelle cui faranno riferimento i contratti collettivi nazionali di lavoro. Per noi l'imposizione per legge di un salario minimo rappresenta un rischio di un ulteriore impoverimento perché ciò consentirebbe alle aziende di svicolare dal contratto collettivo di riferimento che, lo ricordiamo, non è solo garanzia di un equo salario, ma anche di diritti e tutele per tutti”, ha precisato il sindacalista.

“La richiesta unitaria dei sindacati, alle soglie di una nuova campagna elettorale europea, è quella di prestare grande attenzione al lavoro – ha aggiunto Valentina Fragassi di Cgil Lecce -: che non deve essere frammentato ma stabile, per consentire alle famiglie di uscire dalla soglia di povertà”.

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Secondo la numero uno di Cgil Lecce esistono alcune priorità: innanzitutto gli investimenti sulle infrastrutture che mancano in un Salento tagliato fuori dal resto della penisola, a dispetto degli imponenti flussi turisti.

Non secondario è poi il nodo della bonifica del territorio dall'illegalità: “L'anno scorso durante l'iniziativa sul tema della democrazia, della legalità e del lavoro che si è tenuta a Casarano abbiamo ribadito un concetto fondamentale: non esiste sviluppo senza legalità. Dobbiamo impegnarci in una guerra ferrea al malaffare, ricordando che la criminalità organizzata si impossessa sempre di più delle attività produttive del territorio”

Salvatore Giannetto di Uil Lecce si è soffermato sulla piaga della disoccupazione giovanile: “Alcuni dati ci aiutano a comprendere il fenomeno: nel Salento si contano circa 190mila disoccupati e questo è un indice calcolato per difetto perché i giovani ormai non vanno neppure a iscriversi ai centri per l'impiego. La metà di questi sono giovani sino a 39 anni. In questo Paese vive un'intera generazione che non conosce il mondo del lavoro e i ragazzi, pur essendo laureati e diplomati, spesso costretti a emigrare all'estero".

Senza trascurare il problema degli over 50 che sono stati espulsi dal sistema produttivo e che si ritrovano ad essere troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi per trovare un nuovo impiego: “Intere famiglie si sono ritrovate all'improvviso sprovviste di un'entrata economica – ha aggiunto -. Il problema non si risolve con misure assistenzialistiche, però, ma creando posti di lavoro nel settore privato e in quello pubblico”.

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