Il prefetto lancia il distretto turistico. Primo obiettivo, superare le divisioni interne

Il rappresentante del governo in provincia di Lecce ha illustrato lo schema che entro la fine dell'anno deve ricevere il via libera del ministero dei Beni culturali e del Turismo. Agevolazioni e corsie preferenziali per accelerare lo sviluppo del comparto e sottrarlo alle mire della criminialità

Il prefetto, Claudio Palomba.

LECCE – Il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, è stato di parola. Come annunciato già a ridosso del suo insediamento, sta costruendo l’architettura istituzionale del distretto del turismo, un contenitore previsto dalla normativa nazionale per dare all’economia del territorio una corsia preferenziale in tema di sgravi e agevolazioni, ma anche di opere pubbliche.

Per questo ieri ha messo attorno allo stesso tavolo il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, l’assessore Loredana Capone, che ha appena ricevuto la delega alla cultura e al turismo, i sindaci del Salento, a partire da quello del capoluogo, Paolo Perrone, e le forze imprenditoriali e sociali che spesso sulle singole questioni si trovano l’una contro l’altra armate.

Palomba ha compreso bene che uno degli ostacoli principali allo sviluppo sta proprio nella frammentazione del tessuto economico e sociale, dove ciascun protagonista tende a ricavarsi la propria nicchia di visibilità e una certa rendita di posizione, facendo talvolta leva proprio su quel groviglio di lacci e lacciuoli che l’idea di distretto vorrebbe semplificare.

Il prefetto si è imposto tempi rapidi ed Emiliano gli ha garantito un gioco di sponda: entro la fine dell’anno la cornice formale deve essere definita e trasmessa al ministero dei Beni Culturali e del Turismo. E già la prossima stagione estiva potrebbe essere quella del varo del distretto i cui confini potrebbero essere inizialmente quelle dei comuni rivieraschi, aperto però ad una penetrazione anche nell'entroterra.

D’altra parte il comparto dell’economia turistica è il terreno sul quale convergono in maniera sempre più chiara le attenzioni della criminalità organizzata: agevolare il lavoro degli imprenditori, in un contesto di trasparenza garantito dalla regia istituzionale, significa contendere all’illegalità il motore dello sviluppo, l’unico possibile rimasto al Salento.

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