Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Masseria Ghermi, dalle mani della criminalità ai bisogni dei clochard. La presentazione

Conferenza stampa per annunciare l'avvenuta riqualificazione dell'immobile confiscato negli anni novanta ad Angelo Vincenti. La gestione sarà affidata ad una cooperativa sociale di ex detenuti o di soggetti ammessi a misure alternative alla reclusione

Una foto della riqualificazione.

LECCE – Dopo la condanna del boss Angelo Vincenti, l’intera area sequestrata era entrata a far parte del patrimonio del Comune di Lecce fin dal 1998.

Oggi, finalmente, dopo una lunga attesa, è stata presentata la riqualificazione di masseria Ghermi, un fondo di circa 30mila metri quadrati che si trova in via Adriatica, una volta utilizzato per la produzione di mattoni forati di calcestruzzo e sul quale erano stati edificati fabbricati, oggi completamente ristrutturati e destinati all’accoglienza di persone senza fissa dimora ma con carattere di stanzialità.

Inizialmente si era pensato di trasformare la zona in un campo rom, attrezzato e adeguato a tutti i parametri di legge, ma l’opposizione del Comune di Surbo, nel cui territorio, l’immobile ricade, aveva fatto correre il rischio di perdere i finanziamenti del Pon Sicurezza 2007-2013.

Masseria Ghermi è uno dei circa 500 beni confiscati in Puglia alle organizzazioni criminali e affidati all’apposita agenzia nazionale che si occupa oltre che della gestione diretta anche del monitoraggio dell’effettivo utilizzo a vantaggio della collettività.

Il progetto che darà linfa vitale ai locali e agli spazi aperti di masseria Ghermi si chiama Koinè e prevede l’affidamento ad una cooperativa di ex detenuti o di soggetti ammessi a misure alternative alla detenzione, sotto la supervisione di assistenti sociali, psicologi e medici.

Il centro, che sarà sempre aperto, può alloggiare persone senza fissa dimora – tra 5 stanze da quattro posti, e 3 singole – per un massimo di 90 giorni, fornendo loro i servizi di pernottamento, toilette e lavanderia. Associazioni o enti partner del progetto si occuperanno della somministrazione del cibo, della distribuzione di vestiario, dell’avvio di percorsi di inserimento lavorativo, di assistenza legale.

Alla conferenza stampa di presentazione, hanno preso parte, tra gli altri il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, la vice con delega ai Servizi Sociali, Carmen Tessitore, l’assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Messuti e il dirigente Maurizio Guido. I rappresentanti istituzionali si sono detti ben consapevoli che si tratta solo di una prima risposta all'emergenza abitativa, un dramma che negli ultimi anni ha raggiunto proporzioni allarmanti.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Masseria Ghermi, dalle mani della criminalità ai bisogni dei clochard. La presentazione

LeccePrima è in caricamento