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La sfida di Piconese: “Punto alla vittoria subito, non voglio apparentamenti”

Presentata la mozione congressuale, "Riconnettiamo il partito al territorio", con cui il sindaco di Uggiano La Chiesa conta di arrivare alla segreteria provinciale del Partito democratico. Raccolte il doppio delle firme necessarie, in 27 circoli

Salvatore Piconese.

LECCE – “Negli altri candidati non c’è la stessa spinta al rinnovamento, ma un’idea di partito che ricalca quello che si è visto nelle ultime settimane, con le riunioni che hanno determinato candidature dell’ultimo minuto”. Salvatore Piconese, uno dei quattro aspiranti alla segreteria provinciale del Partito democratico, parte in quarta con l’obiettivo di chiudere la partita subito: “Punto alla vittoria già al primo turno – ha detto il sindaco di Uggiano La Chiesa – per non fare apparentamenti con nessuno”.

La sua mozione è stata illustrata questa mattina, a Lecce, nella sede del partito di via Milizia. A pochi metri dalla federazione provinciale che, da lunedì scorso, ha perso anche l’ultimo dipendente che ha mollato al nono mese senza stipendio. La situazione debitoria è pesante, circa 300mila euro. Ed è il conto finanziario la priorità di Piconese: una via d’uscita starebbe nell’imporre agli eletti che ancora non hanno effettuato i versamenti previsti dallo statuto a provvedere (ma questa sollecitazione è stata rivolta, con scarsi risultati, anche nel recente passato) e nell’incentivazione delle iniziative pubbliche per favorire l’autofinanziamento.

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Alla presentazione della mozione di Piconese, che si intitola “Riconnettiamo il partito al territorio”, hanno partecipato decine di dirigenti locali del partito, oltre a Marcello Risi, sindaco di Nardò, e Gabriele Abaterusso, vice sindaco di Patù. Sono loro i grandi elettori, insieme a Fritz Massa e Loredana Capone. Ma poi ci sono 297 firme sottoscritte in 27 circoli. Il doppio, in pratica, di quello che era necessario per presentare la candidatura, a dimostrazione di un lavoro partito già in primavera e condotto alla luce del sole. Sulla linearità e sulla trasparenza del suo percorso, Piconese, lo si è visto, tende a marcare una delle differenze principali rispetto agli altri concorrenti: Vincenzo Toma, Alfonso Rampino, Edoardo Santoro. Chi più, chi meno, sono considerati il frutto di incontri riservati e di trattative estenuanti.

frtizmassa-2Piconese è convinto che si debba ripartire dalla macerie di un partito che, quasi, non c’è più e che non prende posizione sulle questioni più delicate del territorio salentino, dalle vertenze occupazionali che riguardano, Tandoi, Filanto, “gli ex Lsu della scuola di cui nessuno parla”, alle questioni ambientali e infrastrutturali come la vicenda del progetto di gasdotto a quella del raddoppio e ampliamento della strada statale 275, Maglie-Santa Maria di Leuca. “Il Pd – ha spiegato il candidato – deve interrogarsi e aprire un processo partecipativo con l’opinione pubblica, si queste come su altre vicende, vedi Torcito o Porto Miggiano”.

Il sindaco di Uggiano La Chiesa aspira a scavare un solco tra la sua gestione, se dovesse vincere il congresso, è quella precedente: “La classe dirigente del Pd deve essere selezionata sulla base del merito e del radicamento sul territorio. Il criterio della fedeltà ha portato al disastro”. Cinque le parole forti della sua mozione – lo ha spiegato il coordinatore della mozione, Stefano Prete, di Parabita -: svolta rispetto alla conduzione del partito a livello provinciale; coinvolgimento dei più giovani; credibilità; entusiasmo; riconnessione con i militanti rispetto ai vertici e con la società civile rispetto al Partito democratico.

La campagna congressuale di Piconese prevede l’utilizzo dei social network: una galleria fotografica di dieci scatti è stata pensata per dare rappresentazione all’aspirazione al cambiamento. La prima immagine, è stato anticipato, mostrerà Angelo Vassallo, sindaco di Pollica (Salerno), ucciso nel 2010 in un attentato di probabile matrice camorristica.

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