Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Consiglio comunale: nel centrodestra i più presenti e i meno ligi

Sono state 19 le sedute dell'assise cittadina nel 2014. Nei banchi della maggioranza siedono i più "stakanovisti", ma anche coloro che hanno collezionato più assenze, fin quasi alla metà del totale. Minoranza: Torricelli e Salvemini mancano solo due volte

Il consiglio comunale di Lecce in una foto d'archivio.

LECCE – La maggioranza di centro destra apre e chiude la classifica delle presenza nel consiglio comunale nel corso del 2014. Sono infatti cinque i consiglieri “stakanovisti” di Palazzo Carafa: Angelo Tondo, Daniele Montinaro, Bernardo Monticelli, Giordana Guerrieri (nella foto, sotto) e Rocco Ciardo risultano sempre presenti nelle 19 sedute dell’assise cittadina, presieduta da Alfredo Pagliaro (sempre presente). Il più assenteista è risultato invece Giuseppe Ripa, registrato come assente in nove occasioni. Presenti solo una volta di più Paride Mazzotta e Gianluca Borgia.

Loredana Capone – che è anche assessore regionale - è l’esponente della minoranza con più assenze, sette, seguita con sei dal collega del Pd, Paolo Foresio, che è anche capogruppo,  e da Luigi Melica dell’Udc. Cinque assenze per Sergio Signore, quattro per Maria Paola Leucci e Antonio Rotundo, tutti del Pd. Tra i democratici il più virtuoso è Antonio Torricelli, due le assenze al pari del capogruppo di Lecce Bene Comune, Carlo Salvemini mentre l’altro esponente di Lbc, Saverio Citraro, ne ha collezionate quattro.

Ritornando tra i banchi del centrodestra a quota sette assenza si attestano Paolo Cairo e Lucio Inguscio, a sei Pierpaolo Signore, a cinque Massimo Alfarano, a tre Gianpaolo Scorrano, Francesca Mariano, Fernando Calò e Nunzia Brandi, a due Damiano D’Autilia, Antonio Lamosa, Fiorino Greco e Oronzino Tramacere, a una Gianni Garrisi.

guerrieri2-2E’ ovvio che questo semplice resoconto quantitativo nulla dice sulla qualità e sull’incisività del lavoro prodotto, che invece potrebbero essere ricavati, ad esempio, dal numero di mozioni e ordini del giorno presentati e accolti. Ed è anche il caso di aggiungere che determinate esigenze di lavoro, o di concomitanza di impegni istituzionali, possono influire non poco sulle presenze. Ma, nell’ottica del “palazzo di vetro”, cioè trasparente, auspicato dalla stessa classe politica cittadina, nell’ambito di un rapporto diretto tra eletti ed elettori, appare giusto render conto di questi dati che d’altra parte chiunque può ricavare dai verbali dei consiglio comunali che sono on line sul sito istituzionale.

Discorso assai più complesso è quello che riguarda le commissioni consiliari, dove si svolgono tutte le fasi propedeutiche alla discussione in consiglio. In questi ultimi organi comunali è previsto il sistema della delega, per cui un componente può delegare un collega di partito, ed è tollerata anche l’abitudine della firma “last minute” (firma nella parte finale) o “mordi e fuggi” (firma e allontanamento dai lavori).  Sia in consiglio che in commissione il gettone di presenza equivale a 36 euro e 15 centesimi (netti), ma esiste un tetto massimo in proporzione alla retribuzione del sindaco.

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