Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Gasdotto Tap, presidio a cinque stelle in Piazza Sant’Oronzo

Gli attivisti del movimento, con i senatori Maurizio Buccarella e Barbara Lezzi, hanno aperto uno striscione ed indossato della maschere antigas. Contestati anche i presunti risparmi in bolletta: "Regime quasi di monopolio, saranno impercettibili"

Lo striscione esibito in Piazza Sant'Oronzo.

LECCE – Il Movimento Cinque Stelle continua nella sua attività di vigilanza e denuncia del progetto di gasdotto della Tap, la cui versione definitiva è attesa per settembre. Ieri sera, in Piazza Sant’Oronzo, a Lecce, si è svolto un presidio al quale hanno partecipato anche i senatori Maurizio Buccarella e Barbara Lezzi.

Rispetto alla infrastruttura che dovrebbe approdare a terra sul litorale di San Foca dopo aver attraversato l’Adriatico dall’Albania, esiste un consolidato fronte del no, che va dalle amministrazioni interessate, come quelle di Melendugno e Vernole, ai gruppi ambientalisti e al gruppo politico a cinque stelle. Per il resto, complice forse la pausa estiva, l’opinione pubblica salentina pare piuttosto distaccata come se la costruzione del gasdotto e le conseguenti ricadute interessino solo un paio di comuni. In realtà sembra di assistere al classico scontro impari: il governo italiano punta senza mezzi termini per svincolarsi dalla dipendenza energetica dai tradizionali paesi fornitori, come la Russia, e per trarre il vantaggio strategico di collocarsi come l’hub del gas per i paesi del Mediterraneo europeo

Ieri, intanto, un grande striscione, salentini uniti contro Tap, e le maschere a gas indossate dai manifestanti hanno attratto l’attenzione dei tanti turisti di passaggio nel cuore della città barocca. La Senatrice Barbara Lezzi, vice presidente della commissione Bilancio del Senato,  ha sottolineato le criticità del progetto in riferimento all'impatto economico, contrariamente alle ricadute economiche continuamente sbandierate da Tap:  “Dieci miliardi di metri cubi annui rappresentano solo il 2 per cento della domanda europea di gas che va via via contraendosi, determinando, fattivamente, un eccesso di offerta”.

Forte scetticismo esiste anche intorno all’idea di presunto risparmi in bolletta per la famiglie del territorio: “Con le prerogative  sostanzialmente monopolistiche di cui godrà il consorzio, e visti gli ingenti costi dello sfruttamento del giacimento che si dovranno ammortizzare, i margini di risparmio  sulle bollette saranno impercettibili.  Per altro, a nulla sono valse, le nostre richieste di chiarimento, circa la ricaduta occupazionale, per ora solo ostentata."

La contrarierà del Movimento Cinque Stelle non è solo per l’approdo a San Foca, ma si estende a tutta la costa pugliese ed è fondato sul presupposto che i cittadini, al di là delle dichiarazioni di rito, hanno il diritto-dovere di decidere del proprio territorio e del proprio futuro. 

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