Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

"Giustizia e verità": i No Tap sollecitano la magistratura, a San Basilio mezzi in azione

L'associazione "Terra mia" presidia il Tribunale mentre attorno all'area di cantiere nervi tesi per l'arrivo a San Basilio di mezzi pesanti per delle rilevazioni

LECCE – Mattinata dal duplice volto sul fronte No Tap. Mentre davanti al tribunale di Lecce una ventina di attivisti dell’associazione Terra Mia sfilano “all’americana” su e giù esibendo i loro cartelli in un clima di assoluta normalità, tecnici incaricati da Tap si presentano di buon'ora in località San Basilio per realizzare delle rilevazioni preliminari al progetto esecutivo del pozzo di spinta.

Il loro arrivo non passa inosservato: sono infatti accompagnati da mezzi pesanti, muniti di trivella, e scortati da agenti di polizia in assetto antisommossa. Poco dopo giunge sul posto anche il personale dell’ufficio tecnico di Melendugno, insieme alla polizia locale: secondo esponenti del Movimento No Tap, infatti, il sito non fa parte di quelli compresi nell’autorizzazione unica e per questa ragione sarebbe necessaria una specifica autorizzazione paesaggistica. L'azienda spiega di dover realizzare un piezometro, cioè un pozzo che serve a verificare il carico idraulico della falda, e rivendica di essere nel pieno rispetto dell'autorizzazione ministeriale.

presidioMezzi-2Ma all'ora di pranzo la situazione si complica ulteriormente: in tre punti diversi, segnalano gli attivisti, le ruspe avanzano precedute dagli scudi delle forze dell'ordine: uno dei punti interessati dal movimento si trova nelle pineta, sito per il quale la Regione Puglia ha negato quel tipo di attività.

Intanto nell’area di Masseria del Capitano, alle porte di Melendugno dove è previsto il terminale di ricezione del gasdotto proseguono per il terzo giorno le potature degli ulivi. Buone pratiche agricole per prevenire la diffusione della xylella, dice Tap; operazioni intempestive e fatte male, con il solo obiettivo di accelerare le fasi di lavoro per l’apertura del vero e proprio cantiere, la replica del movimento.

Video: a Lecce e San Basilio

“C’è da pagare un prezzo se non si vuole avere prezzo”, recita una frase riportata su una faccia di un cartello indossato, tipo sandwich, da un manifestante in viale De Pietro. Sono parole di Andrea Franzoso, un ex funzionario delle Ferrovie Nord Milano che aveva denunciato le spesse eccessive dei vertici della società.

Un altro attivista, in bicicletta, percorre invece su e giù le corsie preferenziali, mostrando un altro slogan. Sono una quindicina in tutto, vengono quasi tutti da Melendugno e sperano di sollecitare la magistratura del capoluogo a intervenire per fare “verità e giustizia”. I loro volti sono quelli di cittadini comuni, genitori e figli: ci mettono con la massima tranquillità la faccia davanti al personale della Digos che li riprende e documenta i cartelli, uno per uno. Davanti al gruppetto sfilano gli avvocati per accedere al palazzo di giustizia, il traffico scorre regolarmente. A Melendugno invece la tensione sale ora dopo ora. 

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