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Piano del paesaggio: pressing per salvare i procedimenti in corso

Il nuovo documento regionale, promosso a pieni voti da Legambiente, presenta vincoli che bloccherebbero molti progetti, pubblici e privati, oggi in attesa di via libera. Il sindaco di Lecce chiede la sospensione delle norme di salvaguardia

LECCE – Il Piano paeasaggistico territoriale regionale, approvato all’inizio di agosto, continua a tenere banco nel dibattito politico. Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, ritiene insufficiente l’esito dell’incontro tenuto ieri tra l’assessore all’Urbanistica e all’Assetto del territorio, Angela Barbanente, e i delegati pugliesi dell’Associazione dei comuni italiani, e auspica una discussione serena previa sospensione del piano. Per Legambiente Puglia, invece, il documento rappresenta uno strumento innovativo ed in linea con i principi dello sviluppo sostenibile.

E’ di tutta evidenza che il nocciolo della questione sta nelle cosiddette norme di salvaguardia, quelle cioè che riguardano i procedimenti presentati e già conformi al Piano urbanistico territoriale tematico – di competenza dei singoli comuni - e in attesa di superare la valutazione ambientale strategica: secondo il Pptr devono essere conformi alle nuove previsioni, evidentemente più vincolanti di quelle precedenti, mentre gran parte degli amministratori comunali, dei costruttori e degli ordini professionali interessati chiedono il salvacondotto dello stralcio di tutti i procedimenti in corso.

“Non sono soddisfatto delle risposte dell'assessore Barbanente in merito al Piano Paesaggistico Regionale. Ecco perché ritengo fondamentale, in una fase come questa, aprire un confronto costruttivo e sereno, al fine di individuare una soluzione equilibrata e che assicuri per gli anni a venire uno sviluppo armonioso della Puglia e dei suoi abitanti. Confronto che, però, deve avvenire, come abbiamo chiesto all'assessore Barbanente, in un clima di serenità e non sotto la pressione di un piano paesaggistico inadeguato e in vigore. Motivo per cui abbiamo chiesto di sospendere l'adozione del Piano o quantomeno di sospendere l'applicazione delle norme di salvaguardia”.

“Non saranno stati certamente i tredici incontri promossi in tutta la regione nell'arco temporale di tre anni – incalza il primo cittadino leccese-, le notizie messe in evidenza sul sito istituzionale o qualche pubblicazione sporadica a far sentire coinvolti i cittadini pugliesi nella redazione di questo piano. La partecipazione è altra cosa e il centrosinistra, che tradizionalmente ha sempre voluto impartire lezioni sulla dottrina della partecipazione diretta e democratica, dovrebbe saperlo bene”.

Di tutt’altro tenore la valutazione del presidente pugliese di Legambiente, Francesco Tarantini: “Il piano paesaggistico regionale è uno strumento quanto mai innovativo in linea con tutti quei principi di sviluppo sostenibile della nostra regione ed è compatibile con le peculiarità del territorio pugliese. Questo piano tutela i boschi e le macchie, le coste, i cordoni dunali e tutti i meravigliosi paesaggi della Puglia. Ad oggi, alla luce delle incalzanti polemiche contro l’adozione del piano, sembra essere ancora in erba la cultura del paesaggio. Purtroppo ci si dimentica dell’importanza della tutela necessaria per assicurare uno sviluppo diverso, più sostenibile e rispettoso delle risorse ambientali e culturali. Bisogna porre fine al consumo di suolo incondizionato. Quello del Piano paesaggistico regionale è un primato tutto pugliese e va difeso per sostenere la causa ambientale che troppo spesso rischia di passare in secondo piano.

“Ad oggi sono pochi i Comuni che hanno adeguato i loro strumenti urbanistici al Putt, ormai in vigore da 10 anni – prosegue Tarantini – senza tener conto del fatto che un solo Comune pugliese ha adottato il Piano Coste. Questo prova la scarsa attenzione nei confronti dell’ambiente che, invece, con l’adozione del Piano paesaggistico regionale, può essere tutelato ma soprattutto valorizzato. Tale strumento, inoltre, dà maggiori certezze anche agli stessi costruttori edili, ai progettisti e ai committenti fornendo loro delle regole precise da rispettare in tutte quelle zone sottoposte a vincoli, onde evitare di incorrere in errori di interpretazione”. 

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