Presunte irregolarità nella raccolta delle firme. Baglivo sollecita chiarezza

Il candidato solleva dubbi su presunte opacità e illegalità nella procedura. "Come si fa a presentare le liste in due giorni se ancora oggi stanno completando l’elenco dei candidati?"

LECCE – Qualcosa, secondo il fronte leccese del M5S, non quadra nella campagna elettorale per le elezioni amministrative. E siamo soltanto all'inizio. Mancano appena due giorni, infatti, alla presentazione dei documenti delle liste elettorali e il candidato sindaco di Lecce in quota M5S, Arturo Baglivo, solleva sospetti a riguardo.

Sotto la lente del Movimento 5 Stelle locale è finita la modalità di raccolta delle firme necessarie per sostenere le liste. Perché vengano depositate in prefettura è necessaria, infatti, la sottoscrizione di almeno 200 cittadini, con validazione della firma alla presenza di un pubblico ufficiale.

Una questione di forma, apparentemente, che però nasconderebbe un vizio nella sostanza al punto che Baglivo ne fa una questione di principio, di “legalità e trasparenza” nella gestione della macchina amministrativa.

Le domande che si pone il candidato sono banali ma significative: “Come si fa a presentare le liste in due giorni, se ancora oggi stanno completando l’elenco dei candidati? Come faranno i delegati di lista a compilare i moduli per la raccolta delle firme, a recuperare i certificati dei candidati e a preparare tutto in poco tempo? Come fanno a raccogliere 200 firme autenticate alla presenza del notaio, cancelliere, giudice di pace o pubblico ufficiale autorizzato?”.

Da qui alla supposizione di presunti illeciti il passo è breve: “Possiamo supporre che la raccolta firme per le tantissime liste leccesi, sia iniziata da settimane ancora prima del completamento delle stesse. È lecito dubitare che, ancor prima di aver raggiunto il numero minimo di 24 candidati, sui moduli preparati ad arte, dove verranno aggiunti i nomi, verrà chiesto all’amico fraterno, alla vicina di casa, alla zia di firmare quel modulo. È lecito immaginare che poi ci sarà qualcuno che certificherà la sua presenza”.

Baglivo sottolinea che questo modus operandi, qualora fosse accertato come un fatto vero, si pone “ai limiti della legge”. E annuncia che eventuali profili di illegittimità saranno denunciati alla Procura della Repubblica: “Sarà poi l’autorità giudiziaria a chiedere a tutti i certificatori dove e quando hanno verificato le firme, ai sottoscrittori dove e quando hanno posto la loro firma. Saremo pronti a continuare a difendere legalità in tutte le sedi, per agire a tutela della cittadinanza e in diffida a chi, nell’azione sfrenata di acquisizione di candidati, si sottrae dalla regolare autenticazione delle firme, in barba ai principi di legge”.

Il medico, esponente M5S, ha colto anche l'occasione per evidenziare le due novità insite nella legge Spazzacorroti: i candidati saranno obbligati a pubblicare su un sito della lista o della coalizione i curricula e il casellario giudiziale.

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“Noi, appena possibile, depositeremo la lista del movimento: è tutto pronto grazie al lavoro dei volontari, le firme sono state raccolte grazie all'aiuto di tutti, con la presenza costante del certificatore”.

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