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Primarie, il fronte interno al Pd esce allo scoperto

Dieci firme in calce ad un documento che chiama alle proprie responsabilità "i tanti nemici, interni ed esterni al Pd" della consultazione popolare. Dei consiglieri c'è solo Angelamaria Spagnolo

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LECCE - Il fronte per le primarie all'interno del Partito democratico esce allo scoperto con un documento, probabilmente pronto già da un paio di settimane almeno, che reca in calce dieci firme: dal vice segretario cittadino Alessandro De Matteis alla consigliera comunale Angelamaria Spagnolo, dal responsabile dei giovani, Emilio Micocci ai componenti della segreteria cittadina Bruno Martina, Enzo Armillis, Patrizia Colella e Diego Dantes. E poi ancora Gabriella Ferullo, della segreteria provinciale, Lucia Viola e Massimiliano Ariano, responsabili del gruppo Lavoro.

Ed è frontale l'attacco ai "tanti nemici delle primarie, interni ed esterni al Partito democratico" i quali, dopo il positivo esito dell'ultimo vertice della coalizione di centrosinistra, dovrebbero - sostengono i firmatari - porre fine alla ridda di voci e lavorare finalmente per la costruzione di un'alternativa al centrodestra fondata sulle primarie, "uno strumento di partecipazione dei cittadini che rappresenta un valore fondante e irrinunciabile per il nostro partito".

"Per queste ragioni oggi non è più tempo di distinguo. Il Pd, che rappresenta oggi sondaggi alla mano il 25 per cento dei consensi a Lecce (vedi il Pdf in allegato il documento di Ipr Marketing riferito al 23 settembre), ha fatto la sua scelta che tutti, in primis suoi dirigenti e rappresentanti istituzionali, devono rispettare e difendere. Oggi è il tempo del coraggio e della generosità. Il centro sinistra e il Pd in particolare, hanno uomini e donne in grado di lanciare la sfida al malgoverno del centro destra".

E il riferimento inevitabile dei "frontisti" è alle recenti esperienze di Cagliari, Napoli e Milano dove la consultazione popolare interno al centrosinistra è stata probabilmente il valore aggiunto che ha permesso alla coalizione di battere in volata il centrodestra alle elezioni vere e proprie. "Nessuno pensi di essere superiore a questa logica. Nel novero delle regole del partito, tutte le personalità migliori del Pd, per competenza, appeal elettorale ed esperienza amministrativa, hanno il diritto e diremmo l'obbligo di dare la propria disponibilità a concorrere alle primarie".

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