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"Primarie per il candidato". Dal web la sveglia al Pd

E' già on-line una raccolta firme per convincere il centrosinistra leccese a rompere gli indugi e fissare una data certa per le consultazioni. L'iniziativa è di 24 cittadini di varia estrazione

Uno_dei_banchetti_delle_primarie_nel_Salento

LECCE - Un autista di autobus, alcuni impiegati, un bancario, studenti universitari, una commercialista, un medico. Uno spaccato piuttosto ampio, rappresentato da un gruppo di 24 persone, della tanto invocata - e spesso dimenticata - società civile ha deciso di prendere l'iniziativa pubblicamente per dire ai partiti del centrosinistra che alle primarie non si rinuncia. E' stato preparato nei giorni scorsi ed è on-line dal pomeriggio di oggi un appello pubblico (https://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=primale).

"In un frangente in cui il deficit di democrazia è scosso dalla forte volonta di partecipazione testimoniata dall'esito dei referendum dello scorso giugno e dalla inequivocabile tensione verso l'abrogazione della legge elettorale - il cosiddetto Porcellum - sarebbe quantomeno singolare che i partiti del centrosinistra contraddicessero la loro naturale vocazione impedendo ai cittadini di esprimere le proprie preferenze per la scelta del candidato sindaco. Il centro sinistra deve partire dall'attuale perimetro delle forze che hanno finora discusso al tavolo di coalizione". Così il comunicato stampa a proposito dell'iniziativa politica.

Destinatario principale di questa presa di posizione il Pd, che pure le primarie le ha messe nello statuto, ma che allo stesso tempo - almeno in una sua componente - lavora per una candidatura "condivisa" con l'Udc, che alle primarie ha detto da tempo un secco no. Ci sono equilibri politici che vanno ben oltre il destino di una città: con un piccolo rimpasto di giunta che in Regione qualcuno dà per cosa fatta (allargando proprio ai centristi) e con un governo nazionale che ogni giorno rinasce dalle sue ceneri dando però la sensazione di essere sempre a un passo dal capolinea, anche Lecce può finire del tritacarne di trattative che con la volontà degli elettori hanno poco o nulla a che fare.

Perché, saranno pure illusorie, perfettibili e magari non condivisibili, ma - come strumento di partecipazione - le primarie hanno sempre riscosso grande successo tanto che anche il sindaco attuale, Paolo Perrone, accetterebbe ben volentieri di sottoporsi alla competizione interna al suo schieramento se solo trovasse un vero avversario. E non è nemmeno un caso che il nuovo reggente del Pdl, Angelino Alfano, stia spingendo perché si facciano primarie a tutti i livelli.

C'è tanta confusione, insomma, all'orizzonte, sebbene Vendola, ieri da Brindisi, abbia ribadito che ogni candidato del centrosinistra deve sottoporsi al vaglio dell'elettorato. Intanto il tempo passa e, nell'attesa che il Pd leccese finisca di sfogliare la margherita - il segretario regionale Sergio Blasi ha fatto capire che questa settimana sarà finalmente risolutiva -, un gruppo di cittadini ha deciso che non si può aspettare oltre.

I promotori di quello che si è autodefinito "Comitato per le primarie del centrosinistra a Lecce" sono: Francesco Abati, Anna Ancora, Maria Ancora, Marco Bernardini, Alessia Bleve, Vito Bleve, Luigi Bubbico, Mariana Cocciolo, Claudia De Blasi, Catia Granito, Carmelo Guidotti, Pier luigi Lopalco,Manuela Miglietta, Silvia Miglietta, Gabriele Molendini, Matteo Pagliara, Maurizio Pancosta, Paolo Paticchio, Daniela Ranfoni, Luca Ruberti, Carmen Sciolti, Simona Sansonetti, Raffaella Tommasi, Lorenzo Vasconcelli. Domani, martedì, in una conferenza stampa, la presentazione ufficiale dell'iniziativa presso la libreria Ergot in Piazzetta Falconieri (ore 11).

Le reazioni: apprezzamenti da Sel, qualche distinguo dall'Idv

"Una proposta condivisibile ed anzi necessaria". Questo il commento di Antonio Montillo, segretario cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà che aggiunge: "Davanti a questa attesa inconcludente, e non certo per colpa nostra, è sacrosanto che i cittadini agiscano in forma autonoma". Il timore di Sel, nemmeno tanto velato, è che le riunioni del tavolo del centrosinistra, succedutesi senza alcuna reale accelerazione, siano servite a qualcuno soltanto per prendere tempo.

Dallo stesso concetto parte Francesco D'Agata, segretario provinciale dell'Italia dei valori: "Il centrodestra è oggi molto diviso e noi non abbiamo ancora deciso il perimetro della coalizione che deve costruire un'alternativa di governo. Le primarie ci vanno bene, ma non bisogna perdere di vista l'urgenza di parlare dei problemi della città e di creare le condizioni per un cambio di rotta. Bisogna prima stabilire i punti programmatici e poi parlare delle persone".

D'Agata si dice anche convinto che si debba partire dal centrosinistra classico senza precludersi allargamenti, ma a questo punto, sottolinea "mi pare che l'Udc stia facendo di tutto per confermarsi Terzo Polo anche a Lecce".

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