Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Ad una settimana dalle primarie: il centrosinistra pugliese sceglie il suo candidato

Domenica 30 novembre, dalle 8 alle 22, seggi aperti nella regione e a Roma, Milano e Bologna per gli studenti universitari. Si sfidano Michele Emiliano, Guglielmo Minervini e Dario Stefano. Nel 2010 votarono in 192mila: Vendola si impose su Boccia

Elettori in fila ad un seggio per le primarie del Pd.

LECCE – Tra una settimana il centrosinistra sceglierà il proprio candidato per le elezioni regionali della prossima primavera.  Lo farà, come al suo solito con le primarie. In corsa ci sono Michele Emiliano, Guglielmo Minervini  e Dario Stefano :  sono esponenti del Partito democratico i primi due mentre il terzo è di Sinistra Ecologia e Libertà e gode del sostegno del presidente uscente, Nichi Vendola.

L’esperienza del decennio che si va a chiudere, che per comodità si può suddividere nella fase iniziale della “primavera pugliese” e in quella successiva della riconferma del centrosinistra al governo della regione, è una storia piena di luci e di ombre. Puntando sulle seconde il centrodestra proverà a riprendere in mano le redini che nel 2005 Raffaele Fitto consegnò suo malgrado, nella sorpresa generale, ad un esponente della tradizione comunista italiana e omosessuale dichiarato.

Della stagione che sarà sottoposta al vaglio degli elettori tutti i tre i candidati che attendono la conta del 30 novembre hanno fatto parte: Emiliano, come sindaco di Bari e grazie soprattutto alla sua linea decisionista scarsamente compatibile con le liturgie istituzionali e di partito, ha assunto un profilo di rilievo anche nazionale ed è infine diventato segretario regionale del partito. Minervini come assessore ai Trasporti prima e alla Politiche giovanili poi, si è contraddistinto come uno dei più operosi protagonisti dell’era vendoliana. Lo stesso si può dire di Stefano che ha dato slancio al comparto agricolo ed enogastronomico prima di diventare senatore della Repubblica.  Si tratta quindi di tre candidati autorevoli.

La campagna per le primarie che si sta per concludere ha vissuto in gran parte di un’esasperazione delle distanze, tanto da far pensare che si trattasse di vere e proprie elezioni tra schieramenti avversi, e solo nelle ultime settimane si è registrato un abbassamento dei toni che è coinciso con la necessità di ciascun candidato di serrare le propria fila.

Emiliano ha  insistito molto sull’idea di “voltare pagina”: da segretario del Pd punta alla mobilitazione del suo apparato per ridimensionare il ruolo di Sel e da ex primo cittadino eletto a furor di popolo sa perfettamente anche come pescare consensi in bacini non propriamente affini. Non ha avuto timori a mettere in evidenza le criticità dell’organizzazione sanitaria, ad esempio, consapevole del fatto che proprio su quel tema Vendola aveva costruito il suo primo, inatteso, trionfo.

Minervini si è proposto solo in parziale continuità con la stagione di cui pure è stato protagonista: collegando l’energia della primavera pugliese sostanzialmente alle buone pratiche di alcuni programmi regionali, come “Bollenti Spiriti”, ha voluto creare l’immagine del candidato indipendente e riformatore, legittimato dall’associazionismo giovanile, che strizza l’occhio al voto d’opinione e alle minoranze del Pd che contestano il protagonismo di Emiliano.

Stefano, con un profilo più istituzionale di tutti, si è assunto il compito di difendere con le unghie e con i denti il decennio di governo del quale vorrebbe portare a compimento tutti gli obiettivi, con particolare riguardo per una nuova impostazione dell’assetto produttivo della regione, fondato sulla tutela dell’ambiente, del paesaggio e sulla valorizzazione delle specificità territoriali come volano di sviluppo economico. Da sempre in sintonia con il ceto medio e il mondo delle professioni, potrebbe grazie all’appoggio dichiarato da Vendola catalizzare il consenso anche di altri segmenti dell’elettorato proponendosi come il candidato più affidabile e concreto.

Le previsioni della vigilia vedono Emiliano come il favorito. Ma chi conosce la Puglia, o anche chi solo decidesse di studiarne il comportamento elettorale negli ultimi anni, sa che si tratta di una regione che sfugge ai facili pronostici. Molto dipenderà dall’affluenza: il 24 gennaio del 2010 votarono in 192mila e Vendola vinse su Francesco Boccia, candidati unico del Pd, con oltre il 70 per cento dei voti.

Domenica 30 novembre si vota dalle 8 alle 22. Oltre ai maggiorenni residenti nelle province pugliesi potranno partecipare, sempre con documento d’identità, codice fiscale e contributo minimo di un euro, anche gli studenti universitari domiciliati in altre regione nei seggi di Milano, Roma e Bologna (per loro necessario anche il libretto universitario). 

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