Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Centrosinistra, primarie in bilico. Si decide tutto alla vigilia del voto

Il Pd diserta la riunione di maggioranza e Vendola reagisce: non ha digerito la fuga in avanti dei giorni scorsi con l'annuncio dell'Udc di sostenere alle prossime regionali la coalizione oggi al governo. Domani mattina è atteso un chiarimento definitivo

@TM News/Infophoto

LECCE - A meno di 48 ore dall'apertura dei seggi per le primarie del centrosinistra, scosse di profondità lasciano intuire un terremoto tra Sel e il Pd. Ma la notte potrebbe portare consigio. L'assenza di Emiliano al vertice odierno di maggioranza ha fatto irritare Nichi Vendola. All'incontro hanno marcato visita i democratici e altre sigle della coalizione perché - hanno riferito - impegnati in appuntamenti per la consultazione di domenica che vede ai nastri di partenza l'ex sindaco di Bari, il senatore di Sel Dario Stefàno e Guglielmo Minervini, anch'egli del Pd.  

ll vertice era stato convocato per discutere dell'alleanza tra Pd e Udc annunciata nei giorni scorsi, ma non concordata con gli alleati, in vista delle elezioni regionali di primavera. Michele Emiliano, alle prime dure reazione dell'area vendoliana, aveva ricordato al governatore il ruolo importante dei centristi in molte votazioni, come quelle sul bilancio regionale. Non ci sarebbe dunque - ha dichiarato colui che è anche segretario regionale del Pd - nulla di scandaloso nella scelta dell'Udc di abbracciare la causa del centrosinistra e nell'allargamento di un perimetro, già attuato in varie occasioni decisive per il governo pugliese. Vendola ha replicato che quel sostegno non è mai stato richiesto, né palesemente né sottobanco, e che l'inglobamento di pezzi di centrodestra attraverso un'azione solitaria ed egemonica  pone fine di per sè alla coalizione per come è stata fino ad oggi.

E' evidente che qui la partita si gioca anche sul piano nazionale: non è un caso che, proprio nelle scorse ore, il leader di Sel abbia convocato a Milano una convention - "Human factor" - per aprire pubblicamente un'interlocuzione con le minoranze del Pd, con il sindacato e con i movimenti progressisti per la creazione di un'alleanza con i piedi ben piantati a sinistra. Che trovi nell'opposizione alla riforma del mercato del lavoro il primo passo di un percorso comune. Senza dimenticare la partita per la presidenza della Repubblica, intorno alla quale si ripropone con forza la figura di Romano Prodi. Come è anche evidente che negli assetti attuali Sel si senta stretta, relegata ad un'opposizione di testimonianza (e nemmeno troppo acuta) mentre ancora stenta a maturare una strategia di lungo periodo.

Sel e Pd, dunque, si confronteranno domani mattina: Emiliano ha intanto richiamato il governatore alla responsabilità, invitando tutti i volontari a continuare a lavorare in vista della consultazione di domenica, mentre i dirigenti di Sinistra Ecologia e Liberta pretendono un chiarimento definitivo sul senso dell'accordo con lo scudocrociato. Il candidato Dario Stefano ha così commentato il concitato tardo pomeriggio odierno nel quale voci e agenzie di stampa si sono rincorse, tra tweet e status su Facebook che hanno reso quasi isterica la dinamica di comunicazione. Ma la sensazione è che nessuno dei due contendenti voglia addossarsi il peso di una rottura che, probabilmente, sarebbe un assist insperato per un centrodestra regionale in clamoroso ritardo.

"Si ha l'impressione - ha dichiarato il senatore leccese - che Emiliano voglia fare saltare il vincolo di appartenenza che finora ha retto a passaggi difficili e complicati grazie al senso di responsabilità di tutti. È una situazione che confonde i nostri elettori e che rischia di vanificare questo lungo e appassionate percorso delle primarie. L'auspicio è che la coalizione del centrosinistra nella riunione di domattina ritrovi il bandolo della matassa per proseguire un progetto politico e di coalizione che continui a rappresentare un laboratorio di cambiamento".

Per il momento Stefano resta della partita, sebbene il fischio finale possa arrivare ancor prima di quello d'avvio: "Io sono sceso in campo per difendere questo patrimonio e resterò in campo solo a queste condizioni che spero si ristabiliscano domattina. Io sono per una politica costruita sulla serietà degli accordi, sul rispetto dell'alleanza, sulla riconoscibilità di una proposta politica che non ha imbarazzi a rivendicare il valore di questo decennio e l'unità del "vero” centro sinistra. Per tutto questo ho chiesto il voto”.

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