Venerdì, 19 Luglio 2024
L'esordio / Otranto

Si torna in aula dopo il voto: primo consiglio comunale per la nuova amministrazione

Nel pomeriggio, a Otranto, convocata l’assise per il giuramento del sindaco Francesco Bruni: sullo sfondo una comunità spaccata che non ha smaltito le scorie di un anno difficile

OTRANTO – Sono trascorse due settimane dal voto amministrativo che ha portato all’elezione di Francesco Bruni a sindaco di Otranto: le urne hanno decretato la fine del commissariamento arrivato per la prematura caduta della precedente amministrazione, travolta dalle inchieste giudiziarie dei mesi scorsi.

Il compito del nuovo governo della città dei Martiri non sarà facile, perché le scorie degli accadimenti di questo ultimo anno non sono state smaltite e lo hanno dimostrato dapprima la campagna elettorale e poi l’esito stesso del voto idruntino, che ha cristallizzato una situazione molto simile a quella di dieci mesi fa con una refrattarietà ad uno spartito differente, ma che ha acuito nei numeri la percezione di una comunità spaccata.

Rancori latenti, il clima di sospetto, narrazioni di comodo (dove ad esempio il sostegno del blocco economico viene considerato un bene se “pro domo mea”), ricostruzioni avventuriere (come quelle di chi ritiene che una Procura e le relative inchieste possano essere mosse a proprio piacimento dai propri oppositori politici di turno), veleni e accuse reciproche, parole fuori posto, contraddizioni evidenti emerse nel corso di questi vent’anni con rimescolamenti improbabili di candidati e perfino di elettorati, non hanno contribuito a vivere il confronto nella serenità, che si sarebbe dovuto in un contesto così complesso come quello di una città, colpita da eventi tanto dolorosi.

Due campagne elettorali nel giro di dieci mesi non hanno permesso di elaborare e decantare le vicende che hanno colpito la città e di stemperare lo stile da tifoserie, in cui ciascuno ha tentato di difendere aprioristicamente la posizione di partenza quasi in un derby tra garantisti e colpevolisti, senza tentare una vera e diversa interlocuzione con l’altro: perché, va detto, le amministrative sono arrivate troppo presto e non hanno favorito nella tempistica un percorso diverso, che permettesse ai gruppi in campo di farsi portavoce di una pacificazione reale e non predicata a parole, stemperando estremismi e costruendo una collaborazione su basi solide, che mettesse al centro la comunità e non i personalismi e le rivendicazioni. E che si sia persa un’occasione, lo hanno confermato molti commenti, anche sui social, dove si sono evidenziati risentimenti poco edificanti. 

Ora spetta alla nuova amministrazione farsi interprete anche di questa esigenza, provando a guidare la comunità in una visione virtuosa, che tenga conto delle distanze e torni a favorire un dialogo per il bene della comunità tutta.

Intanto oggi, il primo atto ufficiale con il consiglio comunale che vede nove punti all’ordine del giorno a partire dalla convalida dei consiglieri eletti al giuramento del sindaco. Si passerà, quindi, alla costituzione dei gruppi consiliari e alla designazione dei rispettivi capigruppo, per poi pensare alla comunicazione nomina dei componenti giunta e del vicesindaco, sino all’elezione del presidente e dei vicepresidenti dell’assise.

Al sesto punto la nomina della commissione elettorale comunale, al settimo l’elezione del rappresentante nelle Unione Terre d'Oriente, all’ottavo la presentazione al consiglio delle linee programmatiche di mandato. Infine, si passerà alla nomina della commissione dei giudici popolari.

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