Consiglio comunale: Paola Povero eletta presidente, Marco Nuzzaci vicario

Nella prima seduta dell'assise cittadina la maggioranza converge compatta sulla consigliera del Pd. Il centrodestra non partecipa al voto, Fabio Valente del M5S scelto come vice presidente supplente

Paola Povero dietro il sindaco, Carlo Salvemini.

LECCE - Paola Povero presidente del consiglio comunale, minoranza – che aspira a diventare maggioranza con l’intervento della giustizia amministrativa – sospesa tra dichiarazioni di cortesia isituzionale e una volontà sostanziale di delegittimazione, e maggioranza che risolve qualche fibrillazione interna con un voto compatto a favore della candidata presentata in aula dal Pd, prima donna a guidare la massima assemblea cittadina.

L’attesa partita per l’elezione della presidenza dell'assise consiliare è durata quindi il tempo di tre appelli nominali, più l’appendice per la scelta dei due vice presidenti: Marco Nuzzaci come vicario e Fabio Valente come supplente. Già alla terza chiamata la esponente del Pd ha ottenuto largamente la maggioranza assoluta richiesta, fissata a 17 voti, con 21 schede a suo favore, quelle di tutta la coalizione, e una bianca (M5S). Quando appariva certa la convergenza su Lorenzo Ria, nel Pd si è fatta sentire l'area che fa riferimento al governatore Michele Emiliano e che ha trovato una sponda sicura nella parte di coalizione che si riconosce nel vicesindaco Alessandro Delli Noci. A quel punto, seppur con qualche malumore, ha prevalso l'opzione Povero.

Nelle prime due chiamate, quando era richiesta la maggioranza qualificata dei due terzi, 22 voti quindi, ci sono state altrettante schede bianche. Solo col voto dell'esponente pentastellato ci sarebbe stata infatti la possibilità di una elezione immediata, ma non potendo essere così si è preferito attendere l'abbassamento del quorum.

Apertura con Perrone e Giliberti.

Il primo consiglio comunale dell’era Salvemini si è aperto però con la presidenza di Paolo Perrone, in quanto consigliere più suffragato. Mauro Giliberti è intervenuto per primo, vestendo da subito i panni del leader dell’opposizione: “Faccio gli auguri di buon lavoro per l’interesse esclusivo della città, lo faccio con grande rispetto per tutti coloro seduti in quest’aula e per tutti i cittadini presenti. Annuncio dichiarazione di non voto perché, come ho detto a scrutinio ancora in corso mentre mi complimentavo con il sindaco Salvemini, siamo convinti di avere diritto alla maggioranza dei seggi alla luce della normativa elettorale e per questo abbiamo proposto ricorso”.

Preso atto dell'intervento, il primo cittadino ha chiesto di parlare: "Mi associo agli auguri di buon lavoro. Saluto le minoranze, rispetto le determinazioni di ciascuno, osservo però che il diritto di vedersi riconosciuti diritti che si reputano lesi, deve accompagnarsi al rispetto delle istituzioni che rappresentiamo. Ritengo che non ci sarebbe stata incoerenza nel votare la delibera, noi andiamo avanti".

Gaetano Messuti per Direzione Italia ha ribadito la linea che seguirà lo schieramento fino alla pronuncia della giustizia amministrativa sulla questione del premio di maggioranza al sindaco: “Non siamo esponenti di partito o politici che stanno sull’Aventino e che rifiutano il luogo dell’istituzione comune. L’azione politica va conformata ai ricorsi che abbiamo posto in essere per una decisione che riteniamo eccentrica. Intanto rispetteremo l’istituzione. Riconosciamo il sindaco, la giunta, dobbiamo rispetto a tutti i componenti della maggioranza”. Paride Mazzotta (Forza Italia) ha precisato di non poter dimenticare i colleghi del centrodestra che sarebbero stati eletti al primo turno,  Bernardo Monticelli (Lecce Città del Mondo) ha aggiunto con riferimento alla decisione dell'Ufficio Elettorale Centrale: “La matematica non è un’opinione, un provvedimento che fa male alla città, perché sono stati i cittadini a essere stati espropriati”.

Dai banchi della maggioranza ha risposto Antonio Rotundo, capogruppo del Pd: “Noi abbiamo non solo il diritto, ma il dovere di approvare la delibera. Risulta incomprensibile perché legittima anche la vostra presenza in questa aula. Se noi facessimo come voi, cosa succederebbe? Si tratta di una delibera tecnica che non incide. Noi approviamo la delibera per noi e anche per voi”. E poi Angelamaria Spagnolo (Pd) ha ricordato l’occasione perduta dal centrodestra che non ha raccolto l’invito a presiedere il consiglio comunale rivolto dal sindaco a Giliberti.

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