Pro 275, l'accusa dei lavoratori: "Regione Puglia fantasma"

Anche questa domenica mattina la manifestazione sulla strada statale, con striscioni esposti a richiamare l'attenzione di Michele Emilano e Loredana Capone

LECCE – Una cosa è certa. Loro non demordono. E anche questa mattina, come ogni domenica da poco più di un anno in qua, hanno bloccato il traffico sulla strada statale 275, all’altezza dello svincolo per Scorrano, per manifestare la loro richiesta di avviare i lavori eternamente bloccati anche per via di pendenze giudiziarie.

La differenza che si registra negli ultimi tempi, rispetto al passato, è il mirino: se per molto tempo il Comitato Pro 275 dei lavoratori che fanno capo al Gruppo Palumbo è stato puntato contro i vertici di Anas e del governo centrale, ultimamente s’è spostato verso quelli regionali, presidente e vice in testa, Michele Emiliano e Loredana Capone, a cui da tempo chiedono un intervento risoluto e risolutivo o, quantomeno, di essere accolti e ascoltati.

Per ora nessuna risposta, tanto che anche stamattina gli striscioni esposti, mentre i carabinieri dipendenti dalla compagnia di Maglie regolavano il traffico il tempo necessario che la protesta rientrasse, erano dedicati a loro. Questo, sebbene gli stessi lavoratori si dicano “ormai certi del totale disinteresse da parte di un governo regionale e di un presidente che nel caso della nostra grave crisi occupazionale si è dimostrato un fantasma”.

IMG-20170910-WA0022_1505035498655-2I lavoratori, comunque, si dicono “decisi a non mollare”. Per questo, aggiungono, “continueremo a portare avanti la nostra battaglia aspettando che il Consiglio di Stato quanto prima metta la parola fine a questa inverosimile vicenda”.

Una sentenza del Tar, infatti, ha giudicato illegittima l’esclusione del raggruppamento Matarrese-Coedisal dalla gara d’appalto per il rifacimento della statale, in quanto, in un’ipotetica truffa richiamata (qui la storia) potrebbe definirsi parte lesa. Da qui un ricorso, la fiammella che mantiene ancora accese le speranze dei lavoratori. 

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Ma intanto, vi sono questi appelli alla Regione, che i lavoratori hanno motivato in passato. A loro avviso, infatti, "essendo la Regione la maggiore co-finanziatrice, potrebbe prendere posizione e decidere una volta per tutte sulla base della sentenza del Tar, di far cessare questa infinita battaglia giudiziaria".

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