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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Tra presente e futuro

Progetti già finanziati e piano urbanistico: i due pilastri per costruire il secondo mandato

Carlo Salvemini ha presentato il programma con il quale chiede la riconferma per la guida di Lecce. Si chiama “La nostra casa è la città”, con una forte attenzione al valore pubblico come metro per la trasformazione urbana e sociale

LECCE - Il programma elettorale di Carlo Salvemini, che diventerà agenda di governo nell’ipotesi che il sindaco uscente sia riconfermato alla guida della città, è suddiviso in nove aree strategiche. Consultabile e scaricabile sul sito uffciale (qui) o attraverso un qr code, è stato sinteticamente riassunto in una conferenza stampa presso Masseria Tagliatelle e si pone in continuità con il lavoro svolto dal 2019 a oggi.

“Il programma è l’espressione del patto di cittadinanza che proponiamo ai cittadini leccesi per i prossimi cinque anni - ha spiegato -. Porta la mia firma, ma è il frutto di un lungo e impegnativo lavoro condiviso con tutte le forze della coalizione. Si parte da una premessa, noi siamo già nel futuro della città, definito da investimenti e risorse già ottenute con il Next Generation Ue e il Contratto Istituzionale di Sviluppo, nella cornice del nuovo Piano Urbanistico Generale, che è pronto e rappresenta lo strumento di governo della trasformazione urbana, ambientale, sociale, civile e culturale della città. Si tratta del più importante strumento di trasformazione di una città, del più simbolico dei patti di cittadinanza perché è una mediazione degli interessi diffusi costruita in ragione di un obiettivo pubblico”.

Salvemini ci ha tenuto a sottolineare che i programmi elettorali vengono generalmente depositati senza titolo, mentre il suo un titolo lo ha – La nostra casa è la città – perché è la sintesi di “principi e valori senza i quali un programma si ridurrebbe solo ad una elencazione evocativa. Per noi invece rappresentano il sentimento pubblico, l’etica della responsabilità, lo spirito civico, la visione comunitaria che anima la relazione fiduciaria che intendiamo rinnovare con le cittadine e i cittadini leccesi”.

Durante la conferenza gli è stato chiesto come stia vivendo questa campagna elettorale da amministratore in carica: “Nel 2017 – ha risposto - ero uno sfidante e lo ero anche nel 2019, per tutto quello che era successo nei 18 mesi precedenti. Adesso sono il sindaco uscente che si misura con il parere dei cittadini sul primo mandato di governo. Non è diversa da allora l’attenzione a parlare a tutti, a misurarmi con le critiche, a considerare chi ho di fronte come cittadino e non come elettore, a dare riscontro agli impegni che so di poter mantenere. A questo principio mi sento sempre legato e se qualcuno mi chiede qualcosa che so di non poter realizzare, guardandolo negli occhi glielo dico. In questo non mi sento cambiato”.

Salvemini, sollecitato a valutare la composizione e il peso delle liste appena ufficializzate dal Centrodestra, ha risposto di non avere la pretesa di conoscere la biorgrafia e la storia di ogni singolo candidato, ma si è dichiarato “curioso di capire su quali differenze sarà impostata l’offerta programmatica dei suoi avversari (Adriana Poli Bortone in primis), in particolare con riferimento a quei settori, come quello finanziario che ha registrato il sostanziale dimezzamento del debito pubblico di circa 105 milioni di euro che aveva ereditato dalla scia delle amministrazioni precedenti. Un’azione di risanamento che, ha spiegato, consentirà al comune di Lecce dal 2028 di poter far rientrare nel capitolo della spesa corrente, e quindi della manutenzione ordinaria, la somma di oltre 6 milioni di euro che annualmente viene utilizzata per il piano di rientro.

Infine una battuta sull’esito della competizione elettorale: “Da febbraio leggo che a giugno mi mandano a casa, quindi tutto quello che verrà sarà un successo”.

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