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Uno degli elaborati riguardante il borgo di Frigole.

Uno degli elaborati riguardante il borgo di Frigole.

Lungomare, borgo, canali e bacini: tre progetti per Frigole e il suo litorale

Il Comune ha partecipato agli avvisi pubblici della Regione Puglia con tre proposte integrate: da Acquatina all'Idrovora una riqualificazione significativa

LECCE – Un progetto di riqualificazione complessiva di Frigole, dalle campagne al litorale passando per il bacino di Acquatina, è stato presentato dal Comune di Lecce alla Regione Puglia nell’ambito di un avviso pubblico il cui termine è scaduto l’8 giugno.

Redatto di concerto con l’Ente Parco Bosco e Paludi di Rauccio e l’Università del Salento e il Consorzio Di Bonifica Ugento Li Foggi, è stato illustrato dall’assessore con delega all'Urbanistica e alle Marine, Rita Miglietta - con l'assistenza di Antonio De Rinaldis dell'ente parco - incassando un sostanziale incoraggiamento anche da esponenti della minoranza, come il consigliere Angelo Tondo.

In realtà si tratta di tre interventi formalmente distinti che confluiscono in una unica visione. Per ciascuna misura, che gode di una dotazione complessiva di 13 milioni di euro, è stato fissato in un milione e 300mila euro un importo massimo per singola proposta. L’amministrazione leccese in tutti e tre i casi ha sfiorato il tetto massimo. Dal punto di vista concreto, infatti, il progetto se realizzato interamente comporterebbe un cambiamento radicale del modo stesso in cui vengono oggi vissuti la marina, il borgo, il territorio circostante.

Per quanto riguarda il lungomare si prevede una riduzione del 50 per cento delle superfici impermeabili, sostanzialmente delle strade e delle colate in cemento; la riqualificazione di ottomila metri quadrati di area fronte mare per consentire che lo sguardo del passante e possibilmente del turista arrivi all’Adriatico e non si fermi sui muri di cinta degli stabilimenti; la demolizione di costruzioni per tremila metri quadrati tra cui un immobile fatiscente a ridosso del porticciolo dove sorgerà una piccola infrastruttura per il mercato del pesce ma anche una spiaggia libera.

Per l’entroterra si pensa alla creazione di strade parco che collegano le grandi masserie del territori (Olmo, Giammatteo) e i borghi (Borgo Piave, Case Simini, Montegrappa), di orti sociali e aree a verde nei pressi del campo sportivo (segue in basso).

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Il bacino di Acquatina (qui sopra) è immaginato come il luogo adatto per praticare alcune discipline acquatiche, come il sup (sono già in corso in queste settimane alcune dimostrazioni), all'interno di una preminente valorizzazione dell'aspetto naturalistico, da raggiungere con la costruzione di un centro visite ecosostenibile e il posizionamento di piccole isole galleggianti che consentano una migliore ospitalità per gli uccelli migratori. Il bacino è però anche, nella sintesi progettuale, un punto obbligato di passaggio per la fruizione della spiaggia protetta dal cordone dunale, altrimenti difficilmente raggiungibile: per questo è previsto un sistema di passerelle che possano convogliare i visitatori verso il mare. L'assessore ha spiegato che l'auspicio è quello di una gestione del sito da affidare alla stessa comunità locale, in partnership con enti come la pro loco e le associazioni dilettantistiche sportive.

E se per trasformare in fatti le buone intenzioni dei progettisti e del Comune di Lecce si dovrà attendere la graduatoria stilata dagli uffici regionali, una prima piccola novità è dietro l'angolo: il Centro di Recupero delle Tartarughe Marine avrà una nuova casa nel complesso dell'Idrovora.

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