Ex Caserma Massa: Comune in pressing per la riapertura del cantiere

Palazzo Carafa ha comunicato alla Soprintendenza la volontà di procedere alla riapertura del cantiere se entro un mese non ci saranno ulteriori "motivi ostativi"

L'area dell'ex Caserma Massa, maggio 2018.

LECCE – Da Palazzo Carafa questa mattina è partita una nota: se non ci saranno ulteriori motivi ostativi da parte della Soprintendenza, tra un mese esatto un ordine di servizio chiederà alla De Nuzzo Costruzioni di procedere all’avvio del cantiere per la realizzazione di un complesso direzionale con parcheggi interrati nell'area dell'ex Caserma Massa.

Il progetto ha conosciuto una serie articolata di vicissitudini ed è stato rivisto con l'adeguamento alla prescrizioni della Soprintendenza finalizzate alla tutela dei resti rinvenuti di un convento e di una chiesa. Tuttavia, secondo un comitato che sin dal principio ha seguito la vicenda, le soluzioni prospettate non sarebbero sufficienti e ci sarebbero state delle omissioni durante l'iter tali da giustificare la presentazione di più esposti alla magistratura.

Il vice sindaco con delega ai Lavori Pubblici, Alessandro Delli Noci, è intervenuto nella commissione presieduta da Angelamaria Spagnolo per dire che dopo undici anni dall’avvio di questa vicenda si è dato fondo a tutta la pazienza necessaria e che l’interesse prioritario dell’amministrazione comunale è quello di procedere con i lavori. Il consigliere Gaetano Messuti, che si è occupato direttamente per anni della questione ha chiesto di sollecitare la progettazione esecutiva e di avviare subito, e non tra un mese, la cantierizzazione industriale in conseguenza di una delibera di giunta che risale ad un anno addietro e alla quale, ha sostenuto, si poteva dar seguito senza ulteriori indugi per superare l’impasse dovuto a una “Soprintendenza elefantiaca”.

L’architetto Claudia Branca, dirigente del settore Lavori Pubblici, ha ripercorso i passaggi principali del periodo più recente, facendo comprendere ai componenti della commissione come ci siano ancora degli aspetti non sufficientemente chiariti che hanno indotto gli uffici a non azzardare mosse che avrebbero potuto comportare conseguenze, anche finanziarie, per il Comune di Lecce. Uno di quei passaggi è relativo al progetto di smontaggio, catalogazione, rimontaggio e fruizione (in altro luogo) della mura conventuali che però, secondo alcuni pareri archeologici citati sarebbero del tutto irrilevanti. Un altro riguarda i resti della chiesa di Santa Maria del Tempio, per la quale non sarebbe stato chiarito se è possibile, nelle more del reperimento dei fondi necessari per un progetto che consenta di lasciarla a vista (a carico del Comune), procedere a una pavimentazione temporanea di copertura. Il consigliere Antonio Torricelli ha sottolineato quello che per lui è stato il vizio originario di tutta la storia: l’aver consegnato il cantiere alla ditta quando ancora dovevano essere fatte molte operazioni preliminari, come gli scavi archeologici a una certa profondità.

dellinocibranca-2La riqualificazione di piazzetta Tito Schipa è affidata a un project financing il cui piano economico, come indicato in quella delibera, prevede un finanziamento (privato) passato da 21 a 24 milioni di euro. La ditta ha ottenuto una proroga di ulteriori 14 anni sulla concessione, la possibilità di realizzare una cubatura leggermente superiore a quella originariamente prevista e una tariffazione della sosta a pagamento nelle aree circostanti da incrementare nel momento in cui entrerà in funzione il parcheggio, in modo da rendere quest’ultimo più conveniente per chi cerca un posto auto nel cuore del centro.

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Una associazione civica, che rivendica la valorizzazione del sito, ha presentato diversi esposti alla magistratura lamentando omissioni e anomialie. Non è ancora detto, dunque, che l'apertura del cantiere sia davvero prossima e l'eventualità di nuovi stop preoccupa molto la De Nuzzo. Già in passato sembrava si fosse più volte prossimi ad una soluzione: alla fine di novembre del 2014 proprio Messuti, allora assessore ai Lavori Pubblici, annunciò un accordo con la Direzione Regionale dei Beni Culturali sulla base di un progetto rimodulato secondo le indicazioni dagli organismi di tutela del patrimonio. Una scelta che l'attuale sindaco, Carlo Salvemini, aveva auspicato nelle vesti di consigliere di minoranza.

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