Per periferie e borghi rurali 18 milioni di euro. Perrone: "Eredità importante"

Il Comune di Lecce ai vertici della graduatoria nazionale del bando straordinario, dopo la Città Metropolitana di Bari. Alcuni interventi sono già in corso d'opera

Una foto della conferenza stampa.

LECCE – Con il cospicio finaziamento statale destinato alle periferie e ai borghi rurali del territorio leccese, l’amministrazione uscente rivendica di aver portato a termine il suo programma di governo.

Lo hanno detto a chiare lettere il sindaco, Paolo Perrone, e l’assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Messuti, nel corso della conferenza per l’illustrazione degli interventi, già in corso o da avviare, a Borgo San Nicola, nella 167 e a San Ligorio, a Borgo Piave, a Borgo Pace e a Villa Convento con una incursione nel cento storico per la ristrutturazione di un immobile in via Bernardino Realino come centro di accoglienza per adulti in difficoltà.

Nel complesso il progetto denominato "Città ruraLe - borghi rurali contermini l'abitato di Lecce - contempla opere per quasi 34 milioni e il Comune di Lecce ha ottenuto dal programma nazionale straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie tutta la parte di cofinanziamento richiesta, cioè poco meno di 18 milioni. Nella graduatoria il capoluogo salentino si è collocato subito dopo la Città Metropolitana di Bari (40 milioni di euro), e a pari merito con Avellino.

"Dai piani Urban per il centro storico ad oggi, passando dai programmi specifici per le periferie degli scorsi anni, si compie un lavoro complesso con la riqualificazione che salvaguarda le specificità dei nostri borghi rurali che sono straordinari. L'obiettivo è quello di  catapultare le periferie verso il centro urbano. I nostri borghi diventeranno realmente attrattivi, ampliando e migliorando l'offerta turistica" ha dichiarato Messuti.

Sono una quindicina i progetti in ballo: dal recupero dell’ex convento degli Agostiniani in viale De Pietro alla realizzazione di 96 alloggi di edilizia sovvenzionata per i dipendenti delle amministrazioni dello Stato, in via Lucca, dalla mediateca di via Matera alla manutenzione di 24 case popolari in piazzale Siena, dalla trasformazione della ex caserma della marina militare in unità di edilizia residenziale pubblica a Borgo Piave (con riqualificazione di piazze Ferrandi) alla riconversione di via Taranto e alla rigenerazione di Borgo Pace, dagli impianti sportivi al sostegno dei progetti di accoglienza migranti a Masseria Ghermi.

Perrone ha sottolineato come il finanziamento rappresenti un “grande successo”, considerando che il monte disponibile in questa annualità per tutta Italia era di 500 milioni di euro. “Lasciamo un’eredità importante, lasciamo progetti e soldi da spendere ma chi verrà dovrà dimostrare una grande responsabilità nell’utilizzo delle risorse al meglio, in questa fase di drastica riduzione delle spese degli enti locali”.

Nello specifico del progetto il primo cittadino ha rivendicato la coerenza dello stesso con il nuovo piano urbanistico generale, la cui adozione Perrone spera di ottenere entro la fine del mandato: non più una città a "uovo fritto", con un centro ben delineato e tutto attorno quartieri che crescono disordinatamente: "Siamo orgogliosi perché il nostro progetto è coerente con le indicazioni del governo nazionale che non chiedeva solo e soltanto interventi di recupero e ristrutturazione fisica ma anche la capacità di produrre rigenerazione urbana indivudando, dunque, sul piano sociale, porzioni significative della città. Lecce vuol diventare una città polifuzionale trasferendo in periferia molti servizi per evitare che quell'area possa diventare una città-dormitorio.

Presente anche l'assessore con delega alle Politiche della casa, Attilio Monosi: "Siamo consapevoli dell'emergenza abitativa e stiamo percorrendo tutte le strade possibili, anche quelle dolorose come gli sgomberi degli occupanti". Sono intanto in corso le procedure per la definizione della nuova graduatoria per l'assegnazione degli alloggi popolari: si pensa che anche questa volta dovrebbero essere almeno un migliaio i richiedenti.

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La dirigente del settore Lavori Pubblici, Claudia Branca, ha detto che la firma della convenzione per formalizzare il finanziamento è in programma entro il 28 febbraio e che da quel momento il Comune avrà due mesi per presentare i progetti esecutivi. In realtà, molti interventi sono stati già cantierizzati da tempo. Alla conferenza ha partecipato anche il dirigente di Arca Sud, ex Iacp, Enrico Albanese.

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