Pronta la Giunta di Emiliano, con Delli Noci e Bray. Aspettando decisione del M5S

Dopo Lopalco e Pentassuglia il governatore firma i decreti per la nomina dei nuovi assessori. Piemontese sarà vicepresidente. Tra i leccesi anche Sebastiano Leo e Anna Grazia Maraschio. Delusione da Senso Civico-Articolo uno

BARI - A quasi due mesi ormai dalle elezioni regionali, nove caselle su dieci sono state riempite e il governatore di Puglia, Michele Emiliano, si appresta a firmare le nomine degli assessori che comporranno la sua nuova giunta. L'ultimo posto utile, quello che contempla la delega al Welfare, è stato lasciato libero sino all’ultimo in attesa che il Movimento 5 stelle decida se accettare o meno l'invito a fare parte della compagine di governo e della maggioranza in consiglio regionale.

Per il resto Emiliano ha trovata la quadratura sul nuovo assetto dell’esecutivo che prevede, salvo stravolgimenti dell’ultim’ora, anche ben cinque postazioni ben rappresentate da esponenti salentini ed espressione della provincia di Lecce. Tra le nomine infatti figurano, ltre a quella di Lopalco (nato a Mesagne, leccese di fatto) quelle del riconfermato Sebastiano Leo (a lui le deleghe alla Formazione e Lavoro, politiche per il lavoro, diritto allo studio, scuola, università), di Massimo Bray (Cultura, turismo, sviluppo e impresa turistica), dell’ex vicesindaco di Lecce, Alessandro Delli Noci delegato allo Sviluppo Economico, e di Anna Grazia Maraschio che sarà assessore all’Ambiente, ciclo rifiuti e bonifiche, vigilanza ambientale, rischio industriale, risorse idriche e tutela delle acque, pianificazione territoriale, assetto del territorio, paesaggio, urbanistica e politiche abitative.

Per il resto i primi due nominati nell’ambito della giunta dell’Emiliano bis erano stati Donato Pentassuglia (assessore all’Agricoltura, industria agroalimentare, risorse agroalimentari, riforma fondiaria, caccia e pesca, foreste) e Pierluigi Lopalco (Sanità, benessere animale e sport per tutti). Il ruolo di vicepresidente spetta al foggiano Raffaele Piemontese, che assume anche la delega al Bilancio, programmazione, ragioneria, finanze, affari generali, infrastrutture, demanio e patrimonio, difesa del suolo e rischio sismico. Dell’esecutivo fanno parte anche Anita Maurodinoia che prende la guida ai Trasporti e mobilità sostenibile e Gianni Stea, anche riconfermato, ma con nuove deleghe al Personale e organizzazione, e contenzioso amministrativo.

La delega riservata eventualmente al Movimento 5 Stelle è quella al Welfare, che per ora il presidente Emiliano ha inteso avocare a sé in attesa che si sciolgano le ultime riserve in casa del movimento. I pentastellati dovrebbero affidarsi al voto sulla piattaforma Rousseau: toccherà quindi agli attivisti decidere se dare o meno il via libera all'accordo politico. Il gruppo consiliare del movimento è diviso. Da una parte c'è la candidata alla presidenza Antonella Laricchia, contraria all'alleanza. Dall'altra Rosa Barone e Cristian Casili più propensi alla collaborazione politico-amministrativa. Proprio Rosa Barone potrebbe poi essere nominata da Emiliano in qualità di assessore alle politiche sociali.

Senso Civico: “La nostra lealtà non ripagata”

“Finalmente nasce la nuova giunta Emiliano in Puglia. Facciamo i migliori auguri a tutti i nuovi assessori scelti. Siamo certi che lavoreranno con impegno per continuare una stagione di riforme e cambiamento” recita la nota di Senso Civico-Articolo Uno, “tuttavia, abbiamo il dovere di sottolineare che all’interno del nuovo esecutivo non trova cittadinanza il progetto della lista Senso Civico- Un nuovo Ulivo per la Puglia e di esperienze interne come Articolo Uno, nonostante l’apporto politico di questi ultimi anni ed il contributo decisivo in campagna elettorale per far vincere il centrosinistra”.

“Sinceramente non si comprende la volontà di escludere un pezzo importante della coalizione di centrosinistra pugliese, impoverendo di fatto la compagine di governo regionale di idee, competenze, radicamento territoriale e passione politica” concludono dal sodalizio politico cordonato da Ernesto Abaterusso, “sfugge la motivazione per cui il presidente Emiliano abbia deciso di produrre una ferita nello schieramento progressista, ma soprattutto dovrà spiegarlo ai settanta mila cittadini pugliesi privi di alcuna rappresentanza nonostante il superamento dello sbarramento del 4 per cento”.

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