Gasdotto, sul tavolo la proposta della Regione: approdo a sud del sito petrolchimico

Il punto individuato si trova tra lo stabilimento e la discarica di Micorosa, in un'area di proprietà del Consorzio dell'area industriale di Brindisi dove ci sarebbe spazio anche per il terminale di ricezione. Garantiti in cambio tempi brevi per le valutazioni tecniche e amministrative

Foto di Brindisi Report.

LECCE – La Regione Puglia ha sottoposto a Tap l’ipotesi di approdo alternativo a quello di San Foca. Nonostante esista un diffuso scetticismo rispetto alla possibilità di deviare dal percorso oramai autorizzato, il presidente Emiliano ha chiesto ai suoi il massimo sforzo per correggere in extremis il tiro.

Il punto individuato è nella zona del consorzio Asi di Brindisi dove potrebbe sorgere anche il terminale di ricezione, annullando quasi completamente la necessità di realizzazione della tratta on-shore fino alla rete di distribuzione nazionale perché basterebbe adeguare condutture già esistenti. Inoltre, si eviterebbero procedure di espropriazione ai privati, con conseguente rischio di contenzioso, trattandosi di aree libere e di proprietà di Asi.

Sono queste le risultanze contenute in un documento che il Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche e Paesaggio – richiamando l’incontro bilaterale del 10 dicembre - ha inviato alla Trans Adriatic Pipeline, ai competenti uffici del ministero dell’Ambiente e agli enti locali interessati, tra i quali il Comune di Brindisi e quello di Melendugno.

approdoregione-3La soluzione offerta dalla Regione porta in un tratto di litorale tra il grande stabilimento petrolchimico e la discarica di Micorosa che contiene un’enorme quantità di fanghi industriali e di sostanze derivate da lavorazioni chimiche. Questa opzione, rammentano gli uffici regionali, non era stata contemplata nell’analisi delle alternative e si inserisce tra la direttrice che portava al petrolchimico e quella che arrivava a Cerano.

Entrambe furono ritenute non praticabili soprattutto perché avrebbero richiesto una valutazione di incidenza ambientale, interessando nel tratto marino un sito classificato secondo la direttiva europea Rete Natura 2000 e nel tratto terrestre un’area regionale protetta. Ma se l’opera è stata classificata come strategica, sottolineano dalla Regione, non si tratta più di un ostacolo insormontabile.

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Messa dunque sul tavolo la proposta, la Regione si impegna ad abbreviare il più possibile i tempi tecnico-amministrativi del procedimento nell’ambito della valutazione di impatto ambientale di propria competenza.

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