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Cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia da genitori stranieri, la proposta

Lecce Bene Comune ha preparato un documento, in collaborazione con varie associazioni, per includere il capoluogo salentino nel lungo elenco di municipi italiani che vogliono così sostenere l'approvazione della legge sullo ius soli

LECCE – Il gruppo consiliare di Lecce Bene Comune, presenterà giovedì alle 18, presso le Officine Cantelmo, un documento per proporre la concessione della cittadinanza onoraria ai bambini nati a Lecce da genitori stranieri. L’iniziativa, alla quale hanno collaborato una ventina di associazioni tra cui Caritas diocesana, Missionari comboniani e Avvocati di strada, nasce nel solco della battaglia civile per lo ius soli, cioè il diritto di essere cittadino di un determinato paese per il semplice fatto di esserci nato.

Come noto, la legislazione italiana è incardinata sul principio dello ius sanguinis, cioè della condizione di cittadinanza che si tramanda dai genitori ai figli. Nonostante questo, esiste la possibilità, sulla base di determinati requisiti di fare richiesta al Comune di residenza entro il compimento del 19esimo anno. Una procedura poco pubblicizzata e comunque non facile, come dimostra anche un caso giudiziario recentemente trattato, conclusosi con una sentenza "storica" nella giurisprudenza italiana.

Quella della cittadinanza onoraria è invece un’iniziativa simbolica già assunta da diversi Comuni italiani con l’obiettivo di sollecitare l'approvazione di una legge sul riconoscimento della cittadinanza fondata sul principio dello ius soli. Ad oggi sono oltre 160 i Comuni che hanno voluto conferire la cittadinanza onoraria, in varie forme, ai bambini nati in Italia, stabilendo che tutti i bambini sono cittadini, a prescindere dalla provenienza. Tra questi citiamo importanti città come Milano, Torino, Bologna, Napoli, Pordenone, Crotone, Catanzaro, Perugia, Savona, Arezzo, Cremona, Ferrara, Salerno, La Spezia. Ma l'elenco si allunga di settimana in settimana e includendo intere province come Pesaro-Urbino, Grosseto, Ravenna, Piacenza, Livorno e centri più piccoli come Sesto San Giovanni, Aversa, Cantù, Scandicci, Nichelino, Sant'Arcangelo di Romagna.

E’ indubbio che i cambiamenti demografici relativi all’invecchiamento della popolazione e al mutamento della composizione etnica della popolazione residente in Italia sono indizi della necessità di una discussione approfondita e senza pregiudizi, da nessuna parte. Lo stesso presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è espresso con chiarezza sul punto definendo già nel 2011 una follia e un’assurdità la negazione della cittadinanza ai bambini nati in Italia.

“La questione dell'accoglienza e dell'integrazione dei minori stranieri – ha scritto il capogruppo di Lecce Bene Comune in una lettera al sindaco, Paolo Perrone - è dunque centrale per una città come Lecce che sempre più tende a proporsi come interculturale; una comunità capace di favorire relazioni e interconnessioni con n individui e gruppi di immigrati. L'auspicio di tutti i firmatari del documento è quello di aggiungere anche la nostra città a quelle impegnate in questa nobile iniziativa”.

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