Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

In attesa del verdetto definitivo, firmata proroga per concessioni al 2033

Si tratta di un atto dovuto dopo le sentenze del Tar Lecce. La sessione del Consiglio di Stato in adunanza plenaria è fissata al 13 ottobre: così si punta a chiudere una vertenza nazionale

LECCE - Il dirigente del settore Pianificazione e Sviluppo del territorio del Comune di Lecce, Maurizio Guido, ha firmato l'atto di proroga delle concessione demaniali al 2033, in attesa della sessione del Consiglio di Stato convocato  in adunanza plenaria per il 13 ottobre. Sulla questione, è noto, esiste un lungo contenzioso e l'amministrazione Salvemini ha intrapreso una linea di condotto che le associazioni di categoria non hanno mai digerito.

Da una parte, infatti, ci sono le norme nazionali che, ogni volta che si avvicina la scadenza, dispongono una lunga proroga, coem richiesto dagli operatori del settore: così ha fatto anche la legge145 del 2018; dall'altra, il diritto dell'Unione Europea che impone la libertà di concorrenza . anche nel settore delle concessioni demaniali - e il ricorso a gare pubbliche, come più volte ribadito in sentenze e pronunce. 

In questo contesto il Comune di Lecce aveva respinto il rinnovo automatico e proposto una proroga di più breve termine (tre anni), in attesa di un riordino della materia da parte del governo (e parlamento) e della sua armonizzazione con le regole dell'Europa. Il Tar di Lecce, però, con 13 sentenze identiche (su altrettanti ricorsi dei singoli concessionari) ha precisato, con un orientamento non certo prevalente nella giurisprudenza, che la disapplicazione della legge nazionale non può spettare al funzionario amministrativo, che invece deve eseguire la legge nazionale, ma soltanto al giudice. In questo modo è stato dato il via libera alla proroga al 2033.

Il Comune ha fatto ricorso al Consiglio di Stato presentando anche una istanza cautelare per bloccare gli effetti della decisione del Tar, ma la richiesta di sospensiva è stata respinta. Un paio di settimane addietro, infine, il presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi, ha rimesso la questione all'adunanza plenaria per la sua “particolare rilevanza economico-sociale” e per “assicurare certezza e uniformità di applicazione del diritto da parte delle amministrazioni interessate, nonché uniformità di orientamenti giurisprudenziali”. In questa direzione, d'altra parte, andava la lettera che il sindaco, Carlo Salvemini, gli aveva scritto a fine marzo, invitando la suprema magistratura amministrativa a un pronunciamento definitivo su un tema che l'Italia si trascina dietro da troppo tempo, tra incertezze e tante polemiche.

La firma degli atti di proroga è sicuramente un atto dovuto per non violare le imposizioni del Tar - che sono esecutive per l'amministrazione pubblica e tanto più dopo il diniego della sospensiva -, ma è probabilmente è anche la conseguenza di una valutazione più generale perché, in ogni caso, l'ultima parola è quella che avrà il Consiglio di Stato che potrà sconfessare oppure confermare il verdetto del Tar.  

"Il presente provvedimento provvisorio - scritto negli atti dirigenziali - è rilasciato solo ed esclusivamente in esecuzione della sentenza del Tar Lecce - Sezione Prima, nelle more della decisione del ricorso in appello pendente, fatti salvi eventuali diversi provvedimenti giurisdizionali o disposizioni di legge, che ne potrebbero determinare il ritiro, senza alcun diritto o pretesa da parte del concessionario".

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