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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Politica Corigliano d'Otranto

Discarica sulla falda idrica che fornisce l'acqua potabile ai salentini: il “No” di sindaci e cittadini

Un sit-in domenica prossima, a Corigliano d'Otranto, assieme a tecnici ed esperti. Forte preoccupazione per l’utilizzo della discarica previsto dal Piano regionale dei rifiuti, su un’area nella quale insiste la falda acquifera e i pozzi dell’Acquedotto Pugliese

CORIGLIANO D’OTRANTO – Scongiurato il timore della sua apertura negli anni scorsi, ora si riaffaccia l’incubo della discarica. Sindaci e ambientalisti in campo contro l’attivazione della discarica di Corigliano d’Otranto prevista dal Piano regionale dei rifiuti per il mese di giugno 2022: indetto un sit-in di protesta, davanti ai cancelli del sito lungo la via vecchia Soleto-Corigliano. Alle 10 e mezzo di domenica 12 dicembre associazioni, coordinamenti, comitati e cittadini assieme a tecnici ed esperti si daranno appuntamento per esprimere la loro contrarietà a qualsiasi ipotesi, presente e futura, di apertura della discarica situata sulla falda freatica, dalla quale attingono i pozzi dell’Acquedotto Pugliese. Lo stesso Aqp cha peraltro messo in evidenza le criticità dell'impianto su quel determinato sito nei giorni scorsi, durante un incontro tra Comune, Regione Puglia, Ager (Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti).

Il 14 dicembre sarà intanto discusso e approvato in consiglio regionale il nuovo Piano regionale per la gestione dei rifiuti. Nelle intenzioni della Regione, tra i vari impianti di rifiuti da attivare, vi è appunto anche quello Corigliano d'Otranto. In virtù del fatto che a partire dai prossimi mesi  le discariche di Ugento e Cavallino potrebbero non essere più utilizzabili, la scelta è ora ricaduta su quella “di soccorso”, nelle campagne coriglianesi. Ma amministratori e attivisti all’unisono chiedono al consiglio regionale di esprimersi contro l’apertura, sulla rimozione e bonifica della vecchia discarica (alla quale verrebbe destinata la frazione inerte) e sulla tutela integrale delle aree carsiche del territorio interessate dalla presenza della falda. Chiedono inoltre la creazione del Parco della Riserva idrica del Salento nella fascia compresa tra Corigliano d'Otranto, Zollino, Soleto, Martano e Melpignano. Area pubblica di inestimabile valore, ma al contempo tra le più colpite in Italia per l’incidenza di cancro, come hanno messo in evidenza i recenti dati contenuti nei registri dei tumori.

I manifestanti esortano dunque le istituzioni a individuare soluzioni diverse e a intercettare altre destinazioni: il sito di Corigliano d’Otranto, mai entrato in funzione, era stato realizzato una quindicina di anni addietro in un contesto di urgenza nazionale nel quale il Governo centrale aveva indicato l’allora presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, come commissario per l’emergenza ambientale. A Fitto è toccato individuare il sito per la costruzione dell'impianto, poi realizzato durante la legislatura di Nichi Vendola.

Ma quel sito sarebbe stato sin dall’inizio progettato in un luogo non adeguato (come riconosciuto anche dopo da parte della comunità scientifica). Già negli anni scorsi, l’attivismo civico salentino è riuscito a scongiurare l'apertura della discarica portando all'attenzione dei pubblici amministratori i dati scientifici prodotti dai dossier del Cnr (Centro nazionale delle ricerche) e che confermavano il grave rischio della presenza di una discarica sulla più importante riserva acquifera del Salento. I rifiuti della discarica e l'acqua di falda a Corigliano sono separati da soli 40 metri di fragile roccia calcarenitica, fortemente permeabile. Se occorre un’altra area da destinare a quella frazione di rifiuti (sperando al contempo che si spinga sempre di più sulla differenziata), che sia allora altrove, in un posto non così fragile dal punto di vista idrogeologico.

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