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Niente nulla osta per cento infermieri leccesi: protesta davanti agli uffici Asl

Gli operatori sanitari chiedono di essere trasferiti nel capoluogo salentino

La protesta degli infermieri

LECCE  - I direttori generali non rilasciano il nulla osta per le assunzioni di circa 100 infermieri della Asl di Lecce. Sono almeno un centinaio ad aver chiesto di essere trasferiti a Lecce, senza però essere riusciti ad ottenere il “consenso” dalle aziende per cui lavorano. Per questi motivi, nella mattinata di ieri,  questa un nutrito gruppo di operatori sanitari inseriti nella graduatoria della mobilità regionale, ha protestato presso la direzione generale della Asl leccese.

«L’altro giorno è stata fatta una riunione in assessorato e non si è giunti a un accordo su quando sbloccare questi “nulla osta” – ha spiegato Gianni Palazzo, il segretario di Usb che supporta la protesta – Nessun ente ha ancora dato il via libera, né l’azienda Policlinico di Bari, né le Asl di Taranto e Brindisi.  Una situazione, fa sapere l’associazione Salute Salento, in prima linea nelle battaglie per i lavoratori dell’ambiente sanitario, che crea doppio disagio: al personale che deve continuare a praticare il pendolarismo, con aggravio di spese e di tempo e alla Asl di Lecce che è a corto di infermieri.

Eppure la delibera 2092 della giunta regionale parla di definizione delle procedure di mobilità entro il  prossimo primo febbraio. Solo che, si era detto,  bisognava ottenere le deroghe per le assunzioni dal ministero. “Oggi si scopre-  dichiarano i portavoce dell’associazione –“ rileggendo in modo appropriato la delibera della regione, che le deroghe non occorrono più perché intanto la Asl di Lecce è uscita dal “Piano di rientro” che ne limitava l’operatività”.

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