Domenica, 1 Agosto 2021
Politica

Perrone contestato dagli operatori ecologici: tensione alta per il taglio agli stipendi

Al termine dell'incontro con aziende e sindacati, il primo cittadino ha provato a convincere gli operatori, assiepati all'ingresso di Palazzo Carafa, della della necessità dei sacrifici. Servono cinque milioni e mezzo di euro per salvare il bilancio

Muro umano di operatori ecologici davanti all'ingresso di Palazzo Carafa.

LECCE – Tensione alta, nella tarda mattinata di oggi, a Palazzo Carafa, dove il sindaco di Lecce, Paolo Perrone ha avuto un breve ma duro confronto con gli operatori ecologici radunatisi in gran numero all’ingresso del palazzo comunale. Sul tavolo della contesa i tagli al capitolato di spesa per la raccolta dei rifiuti che rischiano di riverberarsi sulla busta paga dei circa 220 lavoratori in ballo. Si è reso necessario anche l'intervento di un'ambulanza per un lieve malore avvertito da uno dei manifestanti.

L’amministrazione ha bisogno di recuperare, raschiando sul fondo del barile, cinque milioni e mezzo di euro e circa due vorrebbe trovarli nel servizio di nettezza urbana, affidato alle società Axa ed Ecotecnica che, proprio di recente, hanno vinto il nuovo appalto per nove anni. I loro dipendenti però non vogliono sentire ragioni e minacciano di lasciare la città in preda ai rifiuti.

Mentre l’agitazione iniziava a montare, il sindaco, al primo piano, era a confronto con le aziende e i rappresentanti sindacali. Con l’assessore all’Ambiente, Andrea Guido, ha poi “affrontato” la platea che tuttavia non gli ha lasciato molto tempo per illustrare la situazione. Perrone ha garantito che il sacrificio richiesto agli operatori ecologici è lo stesso già accettato da altri lavoratori, come ad esempio quelli della Lupiae Servizi, ma le sue parole non hanno trovato grande accoglienza. E perentorio, da parte dei meno diplomatici, è stata la provocazione a mettere mano al patrimonio personale e a ridurre lo stipendio di chi guadagna migliaia di euro. Un applauso sarcastico ha posto fine al breve confronto, al termine del quale i lavoratori hanno voltato le spalle al sindaco e sono andati via, minacciando di lasciare la città in preda ai rifiuti.

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Paolo Perrone, nel corso dell’incontro, aveva ribadito la sforbiciata di due milioni di euro sull'appalto, con relativa contrazione dei servizi ed un taglio sugli stipendi dei dipendenti che si aggira intorno alle 200 euro mensili, pari a 6 ore in meno alla settimana. L'unico spiraglio aperto nella trattativa sarebbe nella possibilità di procrastinare l'entrata in vigore del provvedimento al primo maggio: uno slittamento di due settimane che si dovrebbe concretizzare nel momento in cui sindacati e aziende giungeranno a fissare una linea comune di azione.

DSCN7555-2La proposta dei sindacati, invece, è quella di far luce su alcuni punti definiti "oscuri" del contratto, ma anche oggi sembra essere caduta nel vuoto: “Si è proceduto con assunzioni di personale qualificato al quinto e sesto livello, lavoratori che annualmente costano 50 mila euro l'anno ciascuno – ha dichiarato Emanuele Nitto di Uil Trasporti - . Chiediamo chiarezza sia su questi ingressi nelle due aziende, sia sulle fatture emesse che riportano ancora il canone di leasing per l'affitto delle attrezzature di lavoro".

Le denunce avanzate dai sindacati non sarebbero del tutto nuove: a queste si aggiunge la richiesta di un maggior controllo su alcuni servizi come l'uso delle spazzatrici ed il lavaggio dei cassonetti. "Intervenendo su queste voci di spesa si potrebbero ottenere dei risparmi tali da non intaccare del tutto gli stipendi dei lavoratori", ha spiegato il referente Uil. Se ne riparlerà a breve, nel corso del prossimo incontro con i due amministratori di Axa ed Ecotecnica, rispettivamente Giampiero Corvaglia e Federico Zilli.

“Non ci sono ammortizzatori sociali in base al contratto nazionale di lavoro”, ha detto Vito Perrone, della Cisal giustificando la rabbia dei lavoratori e dichiarandosi convinto che le aziende possano farsi carico dell’anno di sacrifici richiesto attingendo agli utili che ci sarebbero stati nel recente passato.

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