"Si fa presto a dire sicurezza". Protestano le forze dell’ordine senza mezzi

Manifestazione ai piedi della prefettura di tutti i sindacati di polizia: organici ridotti all'osso, obsolescenza degli strumenti e degli edifici, poche volanti in strada per fronteggiare la recrudescenza criminale e l'allarme delle vacanze estive

Un momento della protesta

LECCE – Si fa presto a dire controllo del territorio ed ordine pubblico. Il concetto di “sicurezza dei cittadini”, sbandierato in ogni tornata elettorale che si rispetti, si frantuma nella fredda logica dei numeri. E se a denunciarlo sono gli addetti al settore, c’è poco da aggiungere. Questa mattina infatti, ai piedi della prefettura di Lecce, è riesplosa la protesta delle locali forze di polizia, rappresentate dai sindacati Uil Polizia, Sap, Silp Cgil, Siap e  Consap. Le criticità del settore, già note, sono state raccolte in un documento unitario che le sigle sindacali hanno sottoposto all’attenzione del capo di gabinetto Guido Aprea, mentre in strada i colleghi distribuivano volantini ai passanti.

“La richiesta di sicurezza che giunge dai cittadini e dagli operatori economici della Provincia è sempre più pressante e gli organici della polizia non riescono a fronteggiarla – ammoniscono i segretari-. Attentati, intimidazioni, furti, truffe ed eventi criminali sono all’ordine del giornoA. Si tratta di un’escalation che è ben percepita, ma non rilevata dai dati statistici che si attengono alle sole denunce”.

Di fronte ad una tale recrudescenza criminale, già oggetto di manifestazioni organizzate dalla società civile e dalle istituzioni, gli operatori del settore avvisano di non essere più in grado di sostenere lo stesso livello di servizio garantito, invece, pochi anni addietro. Quindici anni di tagli al comparto delle forze dell’ordine hanno avuto il loro effetto in termini di efficienza e, tra i vari governi tecnici e politici che si sono avvicendati, nessun intervento è riuscito né a migliorare né a tamponare l’emergenza. Banalmente, il personale in servizio risulta del tutto insufficiente già in condizioni ordinarie. Figuriamoci in casi straordinari, come quello del sovraffollamento estivo delle località balneari: dall’Adriatico allo Ionio è scattato l’allarme per le volanti che non riescono ad intervenire ad ogni chiamata del 113.

Pochi numeri per capirci: nel mese di maggio la zona di Gallipoli è stata pattugliata da una sola volante con due unità a bordo. E vale la pena ricordare come il commissariato locale sia il punto di snodo di un territorio che si estende per chilometri, fino a Santa Maria di Leuca. Non va meglio a Lecce: il capoluogo, a quanto pare, rischia di ritrovarsi senza neppure una volante in strada, né di giorno né di notte. E mentre il Salento diventa mecca del divertimento, cresce il panico tra chi è deputato a garantire la sicurezza dei cittadini e non ha i mezzi per farlo. “Una sola chiamata per il volume troppo alto della musica in strada crea un problema in un periodo in cui le chiamate di emergenze arrivano in continuazione”, aggiungono i sindacalisti.Metalmeccanici _ Polizia _ Leclerc 029-2

Il problema non si limita ai soli organici, ridotti ai minimi storici anche per effetto dei continui trasferimenti dei poliziotti in altre località, in base alle emergenze dell’intero Paese. Il disagio è strutturale e comprende le difficoltà per la manutenzione ordinaria dei mezzi, l’obsolescenza degli strumenti tecnici e degli edifici. Emblematico è il caso del commissariato di Polizia di Gallipoli  che non risulta idoneo ad ospitare le forze dell’ordine, al punto che “un disabile non può accedere all’interno dell’edificio per depositare la propria denuncia, né esiste un modo per registrare le denunce a domicilio”, proseguono i sindacalisti. Per non parlare del progetto per la costruzione della nuova Questura di Lecce che ha fatto sognare gli addetti ai lavori per un po’, prima di “saltare rovinosamente”.

Le dure condizioni di lavoro evidenziate oggi al prefetto partono da un presupposto: “Manca un progetto univoco in grado di garantire la sicurezza e l’ordine pubblico. E’ ora che gli amministratori si facciano carico di questo enorme problema, prendendo una posizione chiara, una volta per tutte”.

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