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Protestano gli addetti alle pulizie. "Dussmann non rispetta gli accordi"

Il sindacalista Cagnazzo elenca tutti i problemi dell'appalto gestito dalla ditta capofila: "I lavoratori sono vessati e lo stipendio di dicembre è stato misero"

La protesta dei lavoratori

LECCE – I lavoratori addetti al servizio di pulizia, ausiliariato e ripristino del decoro degli istituti scolastici della provincia di Lecce hanno incrociato le braccia per l’intera giornata di oggi. Lo sciopero è stato proclamato da Fsi e gli addetti ai lavoratori si sono recati presso la sede leccese del Provveditorato degli studi per manifestare contro l’azienda capofila, Dussmann service, che non rispetterebbe gli impegni presi. “I problemi riguardano una platea numerosa di persone e famiglie spesso monoreddito, parliamo di circa 750 persone in servizio nelle scuole locali che subiscono ritorsioni ed ingiustizie; l’elenco dei problemi è lungo e non ha ancora trovato una soluzione”, spiega il sindacalista Dario Cagnazzo a margine del sit-in odierno.

Il sindacalista ricostruisce le principali tappe della vertenza: “La gara per l’aggiudicazione del servizio è stata bandita da Consip nel 2013 e vinta con il massimo ribasso del 60 percento; le aziende per garantire gli stipendi si sono avvalse dei fondi europei stanziati attraverso il progetto scuole belle che prevedeva anche lavori di piccola manutenzione; progetto prorogato fino all’agosto 2016. Dal mese di dicembre le società hanno fatto ricorso al Fis – fondo per l’integrazione salariale- ma il primo stipendio ricevuto dai lavoratori ammonta a circa 100 euro: una cifra davvero misera perché monca dei versamenti dell’Inps”.

Ma c'è di più. “Quando Dussmann ha proceduto con i licenziamenti collettivi – aggiunge Cagnazzo – molte persone sono state avvisate tramite sms dell’interruzione del rapporto di lavoro  e ciò sta ancor più aggravando la già situazione economica già precaria dei lavoratori e delle loro famiglie”.

I problemi lamentati dai lavoratori non finiscono qui: “Ricevono disposizioni di servizio per telefono e spesso sono vengono imposti i turni pomeridiani con pochissime ore di preavviso: se i lavoratori non si presentano sono soggetti a provvedimenti disciplinari – denuncia ancora il sindacalista -; molti di loro sono stati messi in ferie forzate e i piccoli lavori di manutenzione si sono trasformati in incarichi ben più gravosi e pesanti”.

L’elenco delle rivendicazioni è lungo e il sindacalista lo ha messo nero su bianco in occasione della proclamazione dello stato d’agitazione e della richiesta di attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione. A detta del sindacato l’azienda capofila dell’appalto Dussmann service avrebbe violato diversi istituti contrattuali: errata applicazione degli accordi sottoscritti presso il Miur relativi ai lavori di manutenzione degli immobili scolastici; violazione degli accordi relativi all’istituto della banca ore e ai trasferimenti temporanei dei lavoratori; mancata informazione sull'accordo sottoscritto presso il ministero del Lavoro e dei successivi accordi sottoscritti presso il Miur relativi alla chiusura della procedura di licenziamento collettivo e il ricorso alla Fis.

“Questa gestione dell’appalto è esasperante e le nostre richieste di incontro sono rimaste inevase” stigmatizza Cagnazzo che, al termine del sit-in si è recato in prefettura per ribadire le motivazioni della protesta. “Ho chiesto al prefetto di convocare la società Dussmann e di fissare un incontro a Roma presso il ministero competente”.

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