Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Sottopasso di viale Leopardi, Guido offre la vigilanza 24 ore su 24

L'assessore con delega alla protezione civile chiede un tavolo tecnico e annuncia la disponibilità del personale. Una rotatoria o un impianto semaforico le soluzioni praticabili se il Comune decide per la dismissione

La polizia municipale presidia la sottovia.

 

LECCE – La buona volontà non gli fa certo difetto, tanto è vero che è pronto a farsi carico di un problema annoso che pare non stare a cuore a molti. Andrea Guido, assessore alla Protezione civile, invita a mettere a tacere le polemiche sulla sottovia di viale Leopardi, protagonista di pericolosi, e in un caso mortali, allagamenti in attesa di un tavolo tecnico che risolva, una volta per tutte, il problema.

“Il mio assessorato è pronto a fare tutto quanto sarà necessario per impedire il ripetersi di situazioni pericolose alla prossima pioggia battente – ha scritto l’assessore-. Anche a presidiare la struttura, se del caso, 24 ore su 24: non ci mancano gli uomini né lo spirito di abnegazione per fare tutto questo. L’importante è però confrontarsi, non litigare su questi argomenti perché le polemiche ci fanno perdere di vista l’obiettivo principale, che è quello di evitare la messa a rischio di vite umane, sia che si decida poi di colmare il sottopasso o di sostituirlo con una rotatoria”.

Dopo il salvataggio – avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì - della coppia residente a Pescara rimasta intrappolata per venti minuti all’interno dell’auto sulla quale viaggiava, sono riemerse dalle pieghe della cronaca cittadina le polemiche intorno alla sottovia: c’è infatti chi continua a proporre una rotatoria, come il consigliere del Pd Antonio Rotundo, chi invece preferirebbe un impianto semaforico, come l’esponente di maggioranza Gianluca Borgia. Che il sottopasso, così com’è, non possa continuare a costituire un pericolo, infatti, se ne sono convinti un poco tutti, a partire dall’assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Messuti, che pare intenzionato a colmare il sottopasso.

Nel giugno del 2009 morì all’interno del Duetto che stava conducendo sotto una pioggia battente l’avvocato 81enne Carlo Andrea De Pace, ma sia prima che dopo questo tragico episodio altre persone hanno corso seri rischi rimanendo in panne nella sottovia. L’ultimo episodio dunque, non è stato un fulmine a ciel sereno. Proprio per la morte dell’anziano legale sono a giudizio il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, il dirigente del settore Lavori Pubblici, Claudia Branca e l’ex comandante della polizia municipale, Raffaele Urso. I primi due devono rispondere di omicidio colposo per omessa cautela, il secondo per favoreggiamento aggravato.

A seguito di quella tragedia era stata disposta la chiusura per consentire l’installazione di un sistema di allarme e di prevenzione collegato con il comando della polizia municipale, consistente in un dissuasore mobile, una sbarra per ognuno dei due sensi di marcia, e in un impianto lampeggiante per indicare pericolo agli automobilisti che sopraggiungono. Ma il successivo verificarsi di un sinistro, con un braccio meccanico abbassatosi improvvisamente su un centauro, rimasto poi seriamente ferito, ha obbligato l’amministrazione comunale a disattivare le sbarre lasciando in funzione solo i lampeggianti. E il sistema non è certo infallibile come dimostra l’ultima disavventura, conclusasi solo con un terribile spavento e una vettura difficilmente recuperabile.

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