Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Vendita di immobili per 19 milioni di euro, la Provincia riprova a fare cassa

Oltre all'edificio che ospita la questura di Lecce e il complesso "La Badessa", sulla Squinzano - Casalabate, Palazzo dei Celestini "spacchetta" l'ex convento dei Cassinesi, in piazza Sant'Oronzo: quasi tutti i lotti sono negozi

L'ex convento dei Cassinesi.

LECCE – Il decreto salva imprese darà ossigeno alle aziende in coda, ma appesantirà la situazione finanziaria degli enti pubblici che dovrebbero subire ulteriori tagli. Lo ha fatto notare il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, introducendo la conferenza stampa di presentazione dell’avviso d’asta per la vendita dei “gioielli di famiglia”. Se il piano di alienazioni andasse interamente in porto l'istituzione ricaverebbe 19 milioni euro circa.

Provvidenziale allora, il secondo tentativo che Palazzo dei Celestini fa di vendere l’edificio che da decenni occupa la questura di Lecce e il complesso “La Badessa”, sulla Squinzano-Casalabate, ma questa volta con un prezzo del 10 per cento ribassato: 3 milioni e 672mila il primo, considerato di interesse storico e artistico, e 3 milioni 859mila euro il secondo che si estende su circa 28mila metri quadrati è che già qualificato dal certificato di destinazione urbanistica come zona F27 – Attrezzature assistenziali e ricettive.

In questa tornata di alienazioni, però, la Provincia mette sul piatto anche 19 lotti dell’ex convento dei Cassinesi”, in via Rubichi, che si affaccia su piazza Sant'Oronzo. Si tratta di 15 locali adibiti attualmente a negozi – con prezzo di vendita che va da 87mila euro fino a poco più di un milione -, di due abitazioni del valore di un milione di euro circa ciascuna, di un laboratorio da un milione e mezzo di euro e di un immobile adibito ad uffici pubblici per i quali la perizia ha suggerito un prezzo di vendita di 1 milione e 350mila euro.

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La società di cartolarizzazione che l’ente ha creato allo scopo, Celestini srl, ha ottenuto dopo una lunga trattativa con la Soprintendenza di poter “spacchettare” l’ex convento in modo da rendere più accessibile l’acquisto dei singoli lotti, fermo restando il vincolo cui ciascuno è sottoposto essendo il bene nel suo complesso di interesse storico e culturale. Restano esclusi comunque i locali che fino allo scorso anno erano appannaggio del circolo cittadino e a cui la Provincia intende dare una destinazione pubblica.

Le offerte, pari o al rialzo, dovranno essere segrete e pertanto presentate in busta chiusa entro le 12 del 3 luglio prossimo. I partecipanti dovranno depositare a garanzia dell'offerta una cauzione del 2 per cento del valore a base d'asta.  Il giorno seguente si procederà all’apertura.

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