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Provincia, nuovo corso fra incertezze su compiti e poteri. "Ma tuteleremo il territorio"

Varato il nuovo corso delle Province dopo la riforma del governo, oggi a Palazzo dei Celestini s’è svolta la seduta ordinaria che ha visto in apertura un intervento del presidente Antonio Gabellone. "Il compito che abbiamo davanti appare quasi impossibile ma al tempo stesso esaltante"

Gabellone.

LECCE – Varato il nuovo corso delle Province dopo la riforma del governo, oggi a Palazzo dei Celestini s’è svolta la seduta ordinaria che ha visto in apertura un intervento del presidente Antonio Gabellone, il quale ha tenuto a precisare che “l’impegno, alla luce della riforma Del Rio, è quello di tenere alta l’attenzione sulle esigenze del territorio che può apparire marginalizzato dalla volontà del governo di dare più poteri e risorse alle città metropolitane, come Bari”.

“Il nostro Salento – ha aggiunto - va invece esaltato attraverso processi, meritevoli della massima attenzione da parte del governo nazionale e regionale, che potrebbero aprire ipotesi straordinarie per la crescita del nostro Paese”.

“Alla luce dell’incertezza su compiti e poteri – ha proseguito il presidente Gabellone – soprattutto in relazione delle funzioni assegnate, ed a quelle che sono ancora in una sorta di limbo, il compito che abbiamo davanti appare quasi impossibile ma al tempo stesso esaltante. Il nostro motto, in questo nuovo corso della Provincia, deve essere quello della tutela del territorio: si attui la riforma senza, però, eccessive penalizzazioni per questo territorio che vive si un decentramento geografico, ma che può rappresentare un riferimento territoriale importante”.

In seguito si è andati ai lavori veri e propri, passando all’esame l’assestamento generale di bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2014. E’ stato approvato con nove voti favorevoli, due contrari e tre astenuti.

La discussione sull’argomento ha avuto inizio dalla relazione di Gabellone. “Dopo l’approvazione del bilancio di previsione, la legge numero 64 del giugno scorso ha disposto una nuova metodologia di calcolo dei trasferimenti erariali alle Province. Tale rivisitazione ha comportato una perdita di circa 7 milioni di euro, che significava praticamente l’azzeramento delle spettanze di provenienza statale che pochi anni prima si attestavano ad oltre 25 milioni di euro”.

“Questo ingente taglio, oltre a mettere in crisi il bilancio in senso stretto, ha comportato un ulteriore irrigidimento dei meccanismi del patto di stabilità; il raggiungimento del rispetto del patto è frutto di una certosina, quasi maniacale, verifica quotidiana sui saldi di cassa, con le fatture dei fornitori rigorosamente saldate in ordine cronologico ed il ricorso alla frammentazione dei pagamenti al fine di fornire risorse ad un maggior numero di imprese. Nonostante tutto, la Provincia di Lecce resta tra gli enti con un arretrato minore”.

L’assise consiliare ha poi discusso sull’adozione del nuovo Statuto provinciale, alla luce della legge 56 dello scorso aprile, che ha ridimensionato la Provincia, trasformandola in un ente di secondo livello.

Il disciplinare, approvato all’unanimità, ridetermina ruoli e funzioni del presidente e degli organi politico-amministrativi provinciali. A guidare la Provincia saranno presidente, Consiglio e assemblea dei sindaci. Al nuovo organo il compito di esprimere parere sui bilanci e l’approvazione dei conti.

Non ci sarà più la vecchia giunta provinciale: a supportare il presidente saranno i consiglieri provinciali “delegati”. In attesa di conoscere ruoli e funzioni che saranno affidate dalla Regione (turismo, cultura, trasporti scolastici e assistenza sociale), per ora vi saranno deleghe affidate ai Comuni.

Presidente e consiglieri non percepiranno stipendio, ma un rimborso spese. A titolo gratuito lavorerà anche il difensore civico, figura mantenuta in vita pur non essendo prevista dalla nuova legge. Discussa, infine, la rinegoziazione di 183 mutui con la cassa depositi e prestiti, che a luglio ammontavano ad oltre 57 milioni di euro, e che consentiranno alla Provincia di Lecce un risparmio annuo di 3 milioni di euro dal prossimo 2015: il provvedimento è stato approvato con nove voti favorevoli e cinque astenuti.

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