Provincia: passano il rendiconto per il 2014 e il piano di riequilibrio

A Palazzo dei Celestini si è tornato a parlare oggi dei nodi cruciali: bilanci e contenimento delle spesa, con consulenze e partecipate nel mirino e una serie di indirizzi da seguire. Per le società partecipate si pensando, fra l'altro, a una fusione in multiutility

LECCE – A Palazzo dei Celestini si è tornato a parlare oggi dei nodi cruciali: bilanci e contenimento delle spesa, con consulenze e partecipate nel mirino e una serie di indirizzi da seguire. Ed è passato, con dieci voti a favore e sei contrari, il rendiconto di gestione per l’esercizio finanziario 2014. Il che, per il consigliere delegato al Bilancio, Tiziano Cataldi, che ha svolto una relazione sull’argomento, è stato motivo di soddisfazione considerato l’anno particolare per tutte le Province italiane, un vero bagno di sangue. 

A Lecce, dunque, ha sottolineato, si sono ottenuti come risultati “rendiconto in equilibrio generale, rendiconto in equilibrio di parte corrente, rispetto del Patto di stabilità e rientro del parametro di deficitarietà strutturale sui debiti fuori bilancio”.

Cataldi ha poi ripercorso tutti i passaggi per arrivare all’obiettivo, partendo dal marzo del 2014, con l’approvazione della bozza di Bilancio di previsione, che prevedeva la riduzione al minimo delle spese discrezionali. A marzo è poi subentrato il decreto legge 66/2014, con tagli e ripartizioni che hanno comportato per l’ente salentino “una riduzione di risorse per oltre 7 milioni di euro”.

“La manovra di riequilibrio conseguente al taglio di 7 milioni di euro ha richiesto, dunque, una profonda rivisitazione della bozza di bilancio approvata nel marzo del 2014 – ha detto Cataldi - che si sostanzia in un maxi emendamento alla stessa e nell’approvazione del Bilancio di previsione nel mese di agosto”. 

Nella manovra era stata prevista l’alienazione dell’immobile Villa Luisa, che però, dopo novembre, si è rivelata irrealizzabile. A quel punto, è avvenuta la compensazione dalla rinegoziazione straordinaria dei mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti. “Ciò ha – spiegato – ha consentito un risparmio sulla seconda rata di rimborso riportando in equilibrio il bilancio sino alla fine del 2014”.

“Tuttavia tale fondamentale risultato non sarebbe stato possibile senza una virtuosa gestione delle spese che ha portato a ridurre la spesa corrente, al netto delle partite compensative, di 4 milioni di euro rispetto all’anno precedente”, ha proseguito. 

“Oltre al contenimento della spesa corrente è continuata la politica di riduzione dell’indebitamento. Merita tenere presente che nel 2014 – ha aggiunto il consigliere - si è verificata una diminuzione su tutto il territorio nazionale del gettito riveniente dall’addizionale sulle assicurazioni per Rca pari mediamente al 10 per cento”. Questo, per le casse, ha condotto a una riduzione di gettito quantificata da Palazzo dei Celestini in 6 milioni di euro. 

“Altro importante risultato – sempre a detta del consigliere delegato al Bilancio - è la riduzione dell’importo dei debiti fuori bilancio riconosciuti” che “attesta il progressivo riassorbimento di tali patologie. La situazione per il 2014 è pertanto rappresentabile con una diminuzione complessiva di risorse pari a circa 13 milioni di euro (7 milioni per tagli erariali e 6 milioni per riduzione gettito Rca), compensata da una contrazione per spesa corrente di 4 milioni di euro, da maggiori entrate per 5 milioni a motivo del rafforzamento dell’attività accertativa su mancati versamenti per addizionale Tefa, da un risparmio su rate dei mutui pari a 2 milioni di euro e numerosi altri risparmi minori”.

“La manovra di stabilità per l’anno 2015 sembra avere vanificato tutto l’impegno profuso non solo nel 2014 ma negli ultimi sei anni”, ha detto ancora Cataldi nelle fasi conclusive del suo intervento. “La speranza è che interventi governativi in compensazione dei tagli consentano alla Provincia di Lecce di riprendere un percorso di virtuosità che aveva dimostrato di potere e sapere percorrere”.

In seguito è stato poi discusso il Piano di riequilibrio finanziario della Provincia di Lecce che, “concertato con le organizzazioni sindacali, che ne hanno condiviso la filosofia nel merito delle diverse attività – ha spiegato il presidente, Antonio Gabellone -, intende predisporre piani aziendali utili a garantire servizi e livelli occupazionali”. “Si tratta solo del primo passo di un ragionamento che ancora non è chiuso, ma – ha assicurato - che sarà affrontato già da domani”. 

Il provvedimento è stato approvato all’unanimità. Fornirà gli indirizzi affinché l’ente attivi tutte le forme di razionalizzazione e contenimento delle spese, massimizzando le entrate. Il Consiglio ha dunque deliberato, prevedendo uno sbilanciamento di 25 milioni di euro, di adottare orientamenti che apportano risorse per 6 milioni di euro provenienti da maggiori risorse e minori spese rispetto ai dati del rendiconto dello scorso anno, e di considerare le risorse provenienti dai provvedimenti derivati dalla circolare numero 1/2015 del ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione e dal comunicato del 27 marzo scorso della Cassa depositi e prestiti, pari a 19 milioni di euro. 

Tale cifra è stata suddivisa in risparmi del costo del personale per 7 milioni di euro, risparmi sull’indebitamento per 8 milioni di euro e 40 per cento da alienazioni a Invimit per spesa corrente di 4 milioni di euro.

Il Consiglio provinciale ha anche fornito le azioni sulle società partecipate. Queste prevedono, ad esempio, l’obbligo di usare gli uffici per consulenze legali, servizi amministrativi e ufficio gare. Ancora: di impiegare i servizi rendibili da parte di altre società partecipate della Provincia, come pulizia, manutenzione, trasporti. Di verificare l’apporto dei dirigenti all’interno delle partecipate. Di ridurre del 20 per cento compensi verso organi amministrativi e di controllo, del 15 per cento quelli per consulenze e collaborazioni, del 30 per cento del costo complessivo per collaborazioni, consulenze e servizi professionali. Infine, di avviare un percorso che riduca le stesse partecipate, pensando, ad esempio, a una fusione in società multiutility.

Da segnalare che in apertura di seduta il consigliere provinciale Nunzio Dell’Abate ha comunicato all’assise l’abbandono del gruppo consiliare Costituente popolare, aderendo al gruppo misto. 

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