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Provincia "salvata" dai salentini: Rc auto più cara

Con un aumento del 3,5 per cento su base triennale dell'assicurazione auto, i cittadini assorbiranno la voragine che porterebbe al dissesto dell'ente. La decisione è stata condivisa con l'opposizione

LECCE - Davanti all'evidenza della relazione del dirigente dei Servizi finanziari, Pantaleo Isceri (in allegato), la Conferenza dei capigruppo della Provincia di Lecce, convocata appositamente per discutere della voragine che rischia di inghiottire Palazzo dei Celestini con tutti i suoi occupanti, i partiti hanno convenuto sulla necessità che a mettere le pezze a colore - come dice il detto popolare - ci pensino i salentini, infilandosi le mani in tasca. Non per bighellonare sotto il solleone ma per pagare leggermente di più l'assicurazione auto: più 3,5 per cento su base triennale.

In questo modo, constatata l'insussistenza dei residui attivi da trasferimenti statali per 7 milioni di euro, si presume di assorbire il debito e di rimettere in sesto il bilancio di previsione 2011 - 2013 che, fanno sapere dalla task-force istituita in tutta fretta da Gabellone quando è scoppiato il bubbone, "continuerà a reggersi in maniera strutturale sulle previste alienazioni di immobili e beni per ulteriori 16 milioni di entrate". Naturalmente, il fatto che le siano programmate vendite di immobili di proprietà della Provincia, non significa che automaticamente andranno in porto. Lo sanno bene i consiglieri che hanno accolto la proposta del collega Vittorio Potì (Socialisti) che ha chiesto l'istituzione di una commissione interna, dal numero molto snello, a partecipazione di maggioranza e di opposizione, in grado di arrivare a un'altra scelta condivisa e unanime per la più conveniente alienazione degli immobili dell'ente".

Così, disinnescata una bomba, è già attivato il timer per la successiva. Chissà che, dinanzi ad una relazione altrettanto disarmante nella sue nettezza, la politica non faccia nuovamente quadrato chiedendo ulteriori sacrifici in maniera indistinta. Perché, se è vero che l'aliquota sulla rc auto è certamente una delle poche leve fiscali in mano alla Provincia e che anche il dissesto comporta ripercussioni non certo gradevoli sulla popolazione, è altrettanto vero che, in questo modo, si colpiscono studenti, lavoratori precari, pensionati, per il semplice fatto di essere intestatari di una polizza assicurativa.

Lascia piuttosto perplessi anche il fatto che si sia passati dall'allarme lanciato con la nota del dirigente (peraltro molto apprezzato per le sue riconosciute competenze) in data 14 giugno (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=28229) alla riunione di questa mattina nella quale, ecumenicamente, tutti hanno chinato il capo dinanzi all'inevitabile decisione, in un lasso di tempo di soli nove giorni.

L'aumento della tassazione, che fra l'altro riguarda uno dei comparti meno concorrenziali dell'economia italiana nota peraltro nel globo per essere liberalizzata senza privatizzare e privatizzata senza liberalizzare - dunque intrinsecamente oligopolista - di certo non farà la felicità dei circa 800 lettori che, fino al momento di andare in pagina, non hanno avuto troppe esitazioni rispetto al nostro sondaggio. Alla domanda "Palazzo dei Celestini sull'orlo della bancarotta. Le Province hanno ancora un senso?" hanno risposto per il 75 per cento "No. Sono uno spreco di denaro e una moltiplicazione di poltrone".

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