Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Punkabbestia e "Lorizonte", è ormai scontro politico

Dopo le accuse del centrodestra, affidate a Raffaele Baldassarre, l'assessore provinciale Calò risponde a tono: "Quanto accaduto è deplorevole, ma la Provincia non ha certo dato l'ok al raduno"

Rifiuti vicino ad un angolo della struttura, ricoperta di scritte

The day after. Sul caso punkabbestia & "Lorizonte" è scontro politico fitto. Vere e proprie raffiche di mitra, con colpi sparati alla rinfusa nel mucchio. Ed un palleggiamento di responsabilità che nasce probabilmente dal vuoto istituzionale che per intere settimane ha circondato il "centro della vergogna". E' qui che, fra rumore assordante di casse installate da migliaia di giovani che si sono ritrovati per un "Teknival", cumuli di rovine, immondizie sparse per ettari di sottobosco, proteste dei residenti di Squinzano e delle marina leccese di Casalabate, s'è consumato uno degli sfregi più profondi ad una struttura pubblica e all'ambiente circostante che il Salento ricordi.

Ieri il leader del centrodestra a Palazzo dei Celestini, Raffaele Baldassarre, aveva accusato apertamente la Provincia di negligenza, se non addirittura di eccessiva tolleranza sconfinante nella vera e propria volontà di cedere il luogo in gestione ai gruppi di "punkabbestia" (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=3387). Un'accusa molto forte: Baldassarre ha chiesto la testa di Luigi Calò, ma l'assessore provinciale alle Politiche giovanili non intende assumersi responsabilità che non ritiene sue. "Il consigliere regionale e provinciale Raffaele Baldassarre - ha dichiarato oggi Calò - dovrebbe sapere che non mi è mai stata affidata alcuna delega al patrimonio, settore competente per la gestione e la tutela dei beni di proprietà della Provincia di Lecce: non avendone competenza, chiarisco al Consigliere e soprattutto all'opinione pubblica che non ho nessuna responsabilità per quanto è successo nei giorni scorsi alla Badessa (il centro "Lorizonte" era precedentemente conosciuto come "Badessa"; è l'intera zona, sulla Squinzano-Casalabate, che assume quel nome; di fronte oggi sorge una tenuta che si chiama, appunto, "La Badessa", Ndr). L'attacco rivoltomi dal consigliere Baldassarre è, dunque, privo di fondamento e strumentale, come pure le accuse rivolte all'amministrazione provinciale di lassismo e complicità".

"Come ha spiegato il presidente Giovanni Pellegrino - ha proseguito Calò -, la Provincia di Lecce ha infatti da subito informato le forze dell'ordine dell'occupazione
illegittima dell'immobile provinciale. Da parte della Provincia non è stata assolutamente concessa alcuna autorizzazione alle manifestazioni che hanno, di fatto, devastato La Badessa. Del resto, trattandosi di un'occupazione, non è nemmeno pervenuta alla Provincia alcuna richiesta di autorizzazione. Questa avrebbe invece significato una volontà di assunzione di responsabilità che non c'è stata, né nelle intenzioni, né nei fatti".

"Quel che è successo - ha concluso l'assessore - è molto grave, sia per i danni subiti dall'immobile e dalle campagne, sia per l'inciviltà che ne è stata la causa. Chi, come me, crede che la libertà di ognuno debba sempre e necessariamente essere accompagnata da senso civico e di responsabilità verso gli altri e verso l'ambiente, non può che condannare decisamente quanto accaduto. Vorrei, infine, esprimere la mia personale solidarietà ai privati che hanno ricevuto danni materiali, morali e d'immagine per i riprovevoli episodi verificatisi".


Ma intanto, restano il tappeto d'immondizia, la distruzione di suppellettili, le denunce per furto e devastazione di beni privati ed il senso un po' amaro, che più volte i residenti hanno confidato a telecamere e giornalisti, di sentirsi abbandonati da chi avrebbe dovuto vigilare.

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