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Punta Palascia, successo condiviso dalle istituzioni

Dalla Regione Puglia all'ente parco sino al comune di Otranto, tutti esprimono soddisfazione per il responso del Tar Lecce che ha annullato l'ampliamento della base militare preesistente nell'area

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OTRANTO - Le istituzioni si compiacciono per l'esito al Tar Lecce della vicenda di Punta Palascia, con l'accoglimento del ricorso da parte di associazioni e comitati, fiancheggiati da alcuni enti pubblici (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=30271 ). Angela Barbanente, assessore all'Assetto del territorio regionale, ha parlato di "giornata di festa", in cui la sentenza rende ragione al principio della tutela del paesaggio così come previsto dall'art. 9 della Costituzione: "La sentenza ribadisce che il paesaggio è interesse primario anche a confronto con gli interessi della Difesa".

La stessa Barbanente ha assicurato che la Regione proseguirà la battaglia anche davanti al Consiglio di Stato, affinché Punta Palascìa resti "luogo di pace e non luogo militare". Dello stesso avviso, Loredana Capone, vicepresidente che, definendo la sentenza un "sogno realizzato" ha evidenziato come dinanzi alle parole che spesso si spendono su termini come federalismo, sussidiarietà, beni comuni, "gli enti locali, i comitati e le associazioni hanno aperto un processo che abbraccia tutti e tre questi obiettivi".

Luisella Guerrieri dell'Ente Parco Costa d'Otranto sottolinea come non si possa tutelare la sicurezza nazionale senza tutele per i beni comuni come il paesaggio: "Un paese - ha chiarito - dove non si tutelano ambiente e paesaggio non è sicuro neppure con l'esercito". Anche il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, esprime compiacimento per l'accoglimento del ricorso in discussione sulla questione di ampliamento della base militare di Capo Palascia: "Un ulteriore tassello - spiega - a favore della tesi da noi sempre sostenuta che fosse indispensabile quanto meno acquisire i pareri obbligatori per legge, e tra questi anche quello paesaggistico che deve essere rilasciato dal Comune di Otranto".

"E' vero - precisa - che, a prescindere dalla vertenza giudiziaria conclusasi a favore delle nostre posizioni, l'iter procedurale comunque era stato bloccato dal Comune ed erano anche stati fermati i primi lavori di ampliamento realizzati. Infatti, sin da allora, lo Stato Maggiore della Difesa non aveva più presentato alcun progetto da poter valutare e sul quale eventualmente acquisire i pareri necessari, così come concordato nell'ultimo tavolo tecnico avuto, e quindi sarebbe stato in ogni modo impossibile, salvo correre il rischio di una denuncia per abuso edilizio e relativo sequestro del cantiere da parte del Comune di Otranto, procedere con i lavori inizialmente previsti".


Cariddi ringrazia quanti hanno avuto a cuore la tutela del territorio in questa come in altre vicende, consapevole della necessità che ha una pubblica amministrazione "di essere costantemente accompagnata, nelle proprie politiche di salvaguardia, dalla comunità civile che, con la propria sensibilità, continua a dimostrare come anche le valenze paesaggistiche di un luogo hanno diritto di considerazione e pari dignità di altre questioni di interesse nazionale".

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