Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Punto interrogativo sui dipendenti delle partecipate. Sindacati in allarme

Le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl chiedono un incontro urgente alle istituzioni per capire quale sarà il futuro dei dipendenti delle società in house, afferenti alla Provincia di Lecce, alla luce del riordino previsto dalla legge Delrio

La Provincia di Lecce.

LECCE – Ridefinire l’assetto delle Province: questo uno degli obiettivi della legge Delrio che fa tremare i polsi dei dipendenti delle società partecipate dagli enti locali. Analoga preoccupazione per il futuro dei lavoratori degli enti dell’Area vasta di Lecce è stata manifestata dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil ed Ugl Ter che hanno scritto una lettera all’indirizzo delle istituzioni richiedendo un incontro urgente.

La missiva, inviata al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, al presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, all’assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone, all’assessore al Lavoro Leo Caroli, alla Giunta e al Consiglio regionale, ha per oggetto la situazione dei lavoratori interessati dai processi di riordino e ridefinizione delle competenze (e relativa distribuzione di risorse), come previsto dalla legge Delrio e dal relativo accordo Stato Regioni.

“L'incertezza e la vaghezza sul futuro e la mancanza, finora, di momenti e occasioni di specifico confronto a livello regionale tra gli enti e le organizzazioni generali e di categoria sulle conseguenze del processo di riordino sui lavoratori tutti e delle società in house in particolare – scrivono i sindacati -, generano sentimenti di forte e notevole preoccupazione nei lavoratori e nelle loro famiglie”.

“All'interno dei casi vi sono situazioni del tutto peculiari- aggiungono- , come quella rappresentata dai lavoratori del settore servizi sociali della partecipata Alba Service spa della Provincia di Lecce, che hanno svolto e svolgono da anni attività di welfare delicate e radicate nel territorio, attraverso servizi, ora avvolti nella nebbia dell'incertezza riguardo al loro futuro, rivolti in particolare a soggetti più deboli e svantaggiati”. 

Ciò premesso le organizzazioni sindacali chiedono un incontro urgente con i livelli istituzionali al fine di esaminare la situazione ed individuare le possibili soluzioni, come previsto e definito dalla normativa appena approvata.  

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