Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Le api come rilevatori della qualità dell'aria. Intano il 2015 non parte bene

L'assessore all'Ambiente, Andrea Guido, sottolinea il dato soddisfacente del 2014, con 26 sforamenti e annuncia il ricorso agli insetti che sono degli ottimi indicatori della situazione ambientale

La centralina di via Costa, poi dismessa.

LECCE – Secondo le centraline di rilevamento ci sono stati 26 sforamenti di pm 10 durante il 2014. E quasi tutti registrati dal dispositivo di Piazza Libertini, mentre gli altri due si trovano in via Garigliano e nei pressi dell’abbazia di Santa Maria a Cerrate. Le centraline - in passato ne erano attive anche altre, poi dismesse - sono monitorate dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Un dato soddisfacente, ma migliorabile, per l’assessore all’Ambiente del Comune di Lecce, Andrea Guido, che annuncia una novità per l’anno appena iniziato, nel quale si registrano però già tre sforamenti, di cui due in via Garigliano (zona Santa Rosa) e uno in Piazza Libertini. Per quanto concerne la provincia, non se la passa bene Arnesano con cinque sforamenti, poi ci sono i tre di Guagnano e i due Campi Salentina. Sempre al di sotto della soglia, invece, i dati da Surbo.

Per capire come stanno le cose in fatto di qualità dell’aria, ha dichiarato l'esponente del governo cittadino, si farà ricorso alle api. Questi insetti sono infatti considerati indicatori biologici molto attendibili sul livello di inquinamento ambientale perché in caso di aria non buona muoiono o tendono a spostare l’alveare. L’idea è infatti quella di collocare delle arnie all’interno del perimetro urbano, soprattutto nei punti considerati più a rischio, studiare il comportamento di questi insetti e di analizzare la qualità del miele.

Le api, infatti, raccolgono il polline a poca distanza dall’alveare e quindi il nettare prodotto può fungere da cartina di tornasole per quanto riguarda la situazione ambientale nei pressi. Il particolato con un diametro fino a 10 millesimi di millimetro è uno degli inquinanti più nocivi e nei centri abitati viene alimentato soprattutto dai gas di scarcio delle auto.

“Uno degli aspetti interessanti di questa ‘collaborazione’  con le api – ha detto Guido - sarà quindi la loro imparzialità: è impossibile la loro sopravvivenza dove le condizioni ambientali non sono ottimali. Pensiamo di poter partire con questo nuovo progetto già per la prossima primavera”.

“Già lo scorso anno – ha ricordato l’assessore all’Ambiente - abbiamo dato il via ad una nuova forma sperimentale di biomonitoraggio dell’aria attraverso l’uso delle lumache autoctone salentine grazie al lavoro del Laboratorio di Fisiologia Generale ed Ambientale del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali dell’Università del Salento. L’utilizzo delle lumache come organismi sentinella sta permettendo una più organica valutazione degli effetti e dei danni indotti da miscele di contaminanti presenti nelle matrici ambientali, difficilmente quantificabili con le sole analisi chimiche”. Tutti i dati sulla qualità dell’aria  sono disponibili sul sito di Arpa Puglia.

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