Quasi venti porte rubate, danni e vandalismo: la denuncia del sindaco

A Galatone il primo cittadino Filoni si presenta dai carabinieri per i casi del campo sportivo e dell'ex Centro socio pedagogico

GALATONE – Una denuncia penale, contro ignoti, per atti di vandalismo, ma anche un’annotazione dal sapore politico. Il sindaco di Galatone, Flavio Filoni, infatti, si è recato presso la caserma dei carabinieri per segnalare “deturpamento, atti di vandalismo, e sciacallaggio del patrimonio immobiliare”, episodi che, precisa in una dichiarazione, “si sono registrati precedentemente al mio insediamento, senza nessuna nota a riguardo lasciata agli atti, ma soprattutto senza nessun interesse per i beni della nostra città”. 

Fra le “categorie” di ladri che infestano ogni città, vi sono quelle dedite al furto di rame, infissi, alluminio. Adocchiano una struttura, magari abbandonata o poco sorvegliata, e iniziano vere e proprie razzie. Per esempio, nel campo sportivo “Gigi Rizzo” di via Lecce, sono state rubate diciotto porte d‘alluminio. A queste si devono aggiungere  i danni e furto degli infissi nell’edificio ex Centro socio pedagogico di via Settimo.

Appello al senso di civiltà

“Credo fermamente – dichiara l sindaco Filoni - che il cambiamento passi da una maturità civica di ognuno di noi, dalla volontà di rispettare l’ambiente e quello che ci sta intorno. Non possiamo crescere come comunità, solidale e collaborativa,  quando vi sono atti vandalici di questo genere.  Dobbiamo salvaguardare le strutture e custodirle come se fossero nostre. I primi a farne le spese sono i nostri figli.  Oltre ad essere pericoloso dal punto di vista dell’incolumità personale”.

Di certo, chi è entrato di soppiatto negli edifici, non s’è risparmiato: quadri elettrici smontati, mattonelle e interi bagni divelti, cavi tranciati, soglie smontate di sana pianta.

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Il primo cittadino si appella quindi alla città, chiedendo una crescita sotto il profilo civico, ovvero “utilizzando il pugno di ferro quando serve, denunciando trasgressori e vandali che ledono il nostro patrimonio”. Un patrimonio che è di e, conclude, “da poter sfruttare appieno senza la paura che un giorno qualcuno possa compiere atti di scempio e sciacallaggio”.

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