Nuovo processo contro il Lecce? Quattro deputati si rivolgono al premier Renzi

Palese, Marti, Capone e Massa hanno presentato un'interrogazione al presidente del Consiglio sulla richiesta di revocazione della sentenza che sancì l'estraneità del club ai presunti illeciti legati alla partita con la Lazione del maggio del 2011

@TM News/Infophoto

LECCE – Forse un giorno nascerà anche a Montecitorio un Lecce club, nel solco di quelli formati a sostegno delle squadre più prestigiose del calcio italiano.

Intanto c’è da registrare la mobilitazione dei deputati salentini Rocco Palese e Roberto Marti, del centrodestra, e Salvatore Capone e Federico Massa del Pd in relazione alla richiesta del procuratore federale, Stefano Palazzi, di revocare la sentenza – passata in giudicato - su Lecce – Lazio del 2011.

Alla luce delle dichiarazioni di Ilievsky, considerato il capo dei reclutatori che cercavano contatti con i calciatori per addomesticare il risultato di alcune partite, Palazzi ha ritenuto di avanzare una richiesta di penalizzazione di tre punti per la squadra, eventualmente da scontare nel campionato che inizia domenica,. e una squalifica di tre anni a mezzo per Massimiliano Benassi (tesserato) e Antonio Rosati e Stefano Ferrario che all’epoca vestivano la maglia del Lecce.

I parlamentari si sono rivolti direttamente al presidente del consiglio, Matteo Renzi, per segnalare come la richiesta di revocazione sarebbe inammissibile perché non rientrante nei casi puntualmente elencati dall’articolo 63 del Codice di giustizia del Coni, ma anche perché si fonderebbe su “dichiarazioni non propriamente coerenti, lineari e credibili di una persona coinvolta nell’indagine, che ha deciso di consegnarsi alle autorità giudiziarie italiane dopo un lungo periodo di latitanza”.

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Infatti “le dichiarazioni accusatorie del signor Ilievsky – proseguono i quattro - non riferiscono in modo diretto circostanze alle quali lo stesso ha partecipato in prima persona e che dimostrano l’avvicinamento e il coinvolgimento dei tre calciatori, Stefano Ferrario, Massimiliano Benassi e Antonio Rosati, all’epoca dei fatti tesserati per il Lecce”. Insomma, per Palese, Marti, Massa e Capone i fatti sopravvenuti, cioè successivi alla sentenza, che per Palazzi giustificherebbero un nuovo procedimento, sono invece carenti, se non del tutto assenti. 

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