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Querelle rifiuti tossici: Palese punzecchia la Regione, Fratoianni invia un'interrogazione

Continua il dibattito politico sulla vicenda che vede al centro le dichiarazioni desecreate del pentito Carmine Schiavone. In molti chiedono che sia fatta chiarezza sulla vicenda, non sentendosi rasserenato dagli inviti alla prudenza provienti da più parti

Controlli a Caivano (@TM News/Infophoto).

LECCE – Nel Salento e nel resto della regione prosegue il dibattito politico a seguito della dichiarazioni del 1997 del pentito Carmine Schiavone (clan dei Casalesi della camorra), desecrate dal Parlamento. E con esse cresce anche la richiesta di chiarezza, nonostante da più parti ci si affanni ad evitare gli allarmismi.

Il deputato del Pdl, Rocco Palese, “al netto del lavoro della magistratura”, si augura che “si possa escludere quanto prima la presenza di rifiuti tossici interrati in Puglia ed in particolare nel Salento”. Ma è comunque importante “che su questo tema il governo regionale smetta di sottovalutare i numerosi allarmi che pure sono arrivati in questi anni nel corso delle visite in Puglia della Commissione parlamentare antimafia e di quella sul ciclo dei rifiuti. Non è certo opportuno creare allarmismi, ma è altrettanto inopportuno sottovalutare la questione”.

“Ci sembra quindi opportuno che la Regione provveda ad attivare tutti gli strumenti di controllo e di verifica in suo potere e che si confronti con sindaci, prefetti, magistratura e forze dell’ordine – prosegue Palese - anche perché va categoricamente ed immediatamente escluso che possa esserci un nesso tra il sospetto di interramento in Puglia di rifiuti tossici ed i picchi di malattie oncologiche registrati negli ultimi anni proprio nelle zone in cui si teme che quei rifiuti possano essere arrivati”.

Il parlamentare pugliese di Sinistra e Libertà, Nicola Fratoianni, intanto presenta un’interrogazione urgente al governo. “Le comunità – dice - hanno il diritto di sapere e le istituzioni il dovere di intervenire”.

“Dalle parole del collaboratore di giustizia Carmine Schiavone, davanti alla Commissione d'inchiesta parlamentare sui rifiuti, abbiamo la triste conferma di come la camorra e in particolare il clan dei Casalesi abbia utilizzato anche la Puglia per interrare e smaltire rifiuti tossici provenienti da tutta Europa.”

“Le rivelazioni – prosegue Fratoianni - pur a circa venti anni di distanza, inquietano e preoccupano perché, se vere, raccontano di un’ecomafia che avrebbe messo in serio pericolo la vita di tante comunità pugliesi. Le dichiarazioni di Schiavone, peraltro – aggiunge -, possono essere associate alle dichiarazioni di Silvano Galati, collaboratore di giustizia ex appartenente alla Sacra corona unita, che nel 2005 ha rivelato agli inquirenti di rifiuti sepolti nelle campagne di Casarano.

Da qui l’interrogazione urgente al ministro degli Interni, al ministro della Giustizia e al ministro dell’Ambiente “per fare luce sui siti utilizzati per lo smaltimento, da Foggia al Salento, facendo così luce su un business miliardario che, agli inizi negli anni Novanta, ha avvelenato il tacco d’Italia. Inoltre – aggiunge -, ho chiesto al ministro della Giustizia di ricostruire le vicende investigative di quegli anni; in particolare, se alla luce delle dichiarazioni di Schiavone, fossero stati allertati i prefetti, i procuratori della Repubblica e i vertici della polizia e se fossero state effettuate delle indagini e con quali esiti.”

Michele Rizzi, coordinatore regionale di Alternativa comunista, a differenza del procuratore di Lecce Cataldo Motta, che ha invitato in questi giorni alla calma, ritiene "al contrario del giudice, che ci sia proprio da preoccuparsi, perché non capiamo l'esigenza del boss pentito di una tale dichiarazione. In più, riteniamo che sia scandaloso che il tutto sia passato nel silenzio generale. Siamo consci che il potere mafioso spesso si lega con quello del profitto ad ogni costo del potere capitalista che passa sulla testa di persone e territori interi, come è probabilmente anche in questo caso”.

E intanto, già come ieri, arrivano anche voci da Casarano, una delle città su sui si sono concentrate le attenzioni, nel Salento, per le già citate dichiarazioni di Galati. Vladimiro Guida, coordinatore e segretario del Partito comunista locale (Sezione Lenin),dice: “Noi abbiamo delle richieste molto chiare e precise, vogliamo sapere dove è ubicata l'area, cosa c'è sotto quell'area, quali sono i rischi concreti per la falda, per le colture agricole e per la popolazione, i nomi e i cognomi dei responsabili a tutti i livelli e non solo quello degli esecutori materiali. Subito dopo si dovrà passare alla bonifica che non dovrà essere a carico della collettività”. 

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