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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Politica

Querelle sulla Lupiae Servizi, nuovo botta e risposta caustico tra Mazzei e Patti

Non si esaurisce il duro confronto interno alla maggioranza intavolato da Puglia Popolare, Pd e Progetto Città. Il coordinatore dei centristi: “Si alza il prezzo per future postazioni”. La replica di Patti: “Frasi scomposte e incoerenti”

LECCE - Non si arresta il botta e risposta tra i meandri della maggioranza del sindaco Salvemini sul nodo delle assunzioni nella Lupiae Servizi tra le compagini di Puglia Popolare, Pd e Progetto Città. All’interrogativo e al confronto schietto e senza fronzoli evocato nelle scorse ore da Puglia Popolare aveva fatto da contraltare l’immediata replica del segretario cittadino dei Dem, Maurizio Deta e del capogruppo Antonio Rotundo e dei referenti cittadini di Progetto Città, Pierpaolo Patti, Marco Giannotta e Carlo Mignone.

A queste ultime prese di posizione, ha fatto ora seguito un nuovo affondo del coordinatore provinciale di Puglia Popolare, Luigi Mazzei.

“Leggere le affermazioni del consigliere Patti e l’intervento del segretario cittadino del Pd fa comprendere, semmai qualcuno avesse dubbi, che il problema non è realmente quello rappresentato della necessità di trasparenza, ma è quello di alzare il prezzo sul sindaco per mettere il cappello su future postazioni” ammonisce Mazzei nella sua replica.

“Ai consiglieri interpellanti aveva ampiamente risposto e rassicurato sulla questione trasparenza il sindaco Salvemini” puntualizza il coordinatore di Puglia Popolare, “la scelta dell’interinale fatta con evidenza pubblica è obbligata, legata alla situazione debitoria della società che ricordo era di otto milioni. Ma la risposta di insoddisfazione espressa dagli interpellanti era già scritta e premeditata ed è stata letta indipendentemente dalla risposta ottenuta”.

Secondo le valutazioni di Puglia Popolare, inoltre, il metodo della selezione interinale è sicuramente trasparente, utilizzato da tutte le partecipate per le assunzioni a tempo determinato, ed esonera l’ente da qualsiasi vincolo diretto con il personale temporaneo utilizzato.

“La proposta della chiamata numerica dai Centri per l’impiego del Pd” rintuzza Mazzei, “è speciosa e strumentale, impossibile che non conoscano l’iter in quel caso che porterebbe alla selezione finale fatta direttamente dalla società in base agli elenchi forniti dall’Arpal. Allora si, con discrezione di scelta”

Su una cosa però Puglia Popolare si dice d’accordo con gli “insoddisfatti”. Ovvero con il principio che  “la politica deve restare fuori dalla partecipata”, il cui amministratore unico Alfredo Pagliaro “ha dimostrato competenza ed equilibrio portandola in salvo con bilanci sempre in utile negli ultimi due anni”.

“Stesso discorso deve valere però per il Pd nella nomina nelle altre partecipate come quella fatta in Alba Service con Marra, ex segretario cittadino del Pd, che non viene messo alla gogna mediatica dai nostri consiglieri provinciali” attacca Mazzei, “in maggioranza si discute all’interno e si trovano le soluzioni migliori insieme, non si discute sulla stampa e con interpellanze. Chiederò personalmente al sindaco” conclude il coordinatore di Puglia Popolare, “di convocare al più presto un incontro tra i partiti e i consiglieri di maggioranza per chiarire i metodi di convivenza tra tutte le forze che hanno consentito una svolta nella gestione della città”.

Patti: “Accuse gravi e incoerenti”

Alle replica di Mazzei giunge poi una ulteriore controreplica a firma dei consiglieri di Progetto Città, Pierpaolo Patti, Marco Giannotta e Carlo Mignone.   

“Troviamo molto gravi e scomposte le affermazioni del coordinatore di Puglia Popolare, che forse non conosce i propri interlocutori” ammoniscono da Progetto Città, “pur costituendo un gruppo consiliare nato nel marzo del 2021,crediamo di esserci caratterizzati per non aver chiesto nulla, precisando sin da subito che non era un modo per pesare di più, ma solo una determinazione necessaria per poter esercitare a pieno il mandato ricevuto dagli elettori: nessuna postazione in giunta, nessuna presidenza di commissione. Le riunioni di maggioranza e le richieste di condivisione le avanziamo da tempo, naturalmente al sindaco, non all’amministratore della Lupiae”.

Frasi come “alzare il prezzo” evocate da Puglia Popolare non sono andate a genio ai consiglieri di Progetto Città. Che rintuzzano. “Non solo tali frasi non ci appartengono, ma le rispediamo al mittente, lo stesso mittente disposto a valicare i confini della propria appartenenza politica pur di sedere con chi vince. Il coordinatore di Puglia Popolare, quindi, si spinge su un terreno che, per quanto ci riguarda, rimane vietato e precluso a chiunque possa e voglia sedere con noi”.

Poi l’ulteriore affondo di Patti e degli altri consiglieri di Progetto Città. “Visto che il coordinatore di Puglia Popolare si dice così ben informato” replicano, “viene da chiedergli a quali postazioni si riferisca, ad esempio, o ancora se è a conoscenza di disegni che sfuggono ai gruppi di maggioranza della quale, fino a prova contraria, gli scriventi fanno parte. Lascia certamente perplessi l’opinione che questi ha del primo cittadino, come se ci fosse un prezzo da negoziare con lui, una sorta di mercante della politica. E, a tal proposito, quale sarebbe il prezzo delle future postazioni, visto che parla di un loro innalzamento?”

“Certamente le posizioni politiche di Puglia Popolare da piccate sono divenute del tutto incoerenti” concludono da Progetto Città, “infatti, da un lato coordinatore provinciale chiede, anche lui ma a posteriori, che la politica stia fuori dalla Lupiae e dall’altro precisa che chiederà una riunione di maggioranza. Da una parte grida alla trasparenza e dall’altra rifiuta le selezioni che rispondano a requisiti di pubblicità, trasparenza ed economicità”.

“Ricordiamo a Mazzei che il merito dei bilanci in positivo è della procedura concordataria, sostenuta quasi integralmente dai lavoratori con il salario più basso. Abbiamo chiesto al sindaco un indirizzo politico fatto di trasparenza, imparzialità, indipendenza e parità di genere e, in tutta sincerità, non credevamo che condizioni tanto semplici e condivise potessero urtare in tal modo la suscettibilità di chi fino a ieri a quella gestione così infausta della Lupiae ha partecipato, dai banchi dell’allora maggioranza”.

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