Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Colacem, ampliamento cava: ambientalisti raccolgono 500 firme per rinviare consiglio comunale

Sono diverse le associazioni locali che hanno promosso, a partire da domenica scorsa, la raccolta di firme, per rimandare la discussione all'interno del consiglio comunale previsto a Cutrofiano domani, circa la convenzione con Colacem. L'intento è quello di lasciare il tempo che la cittadinanza venga informata

L'immagine dello stabilimento

CUTROFIANO - Grande adesione dei cittadini di Cutrofiano e dei paesi limitrofi alla petizione promossa dal Forum amici del territorio, da Italia Nostra, da Consulta ambiente Csv Salento e da Forum Ambiente e salute. L’oggetto della raccolta firme, la richiesta, destinata all’amministrazione comunale di Cutrofiano, di rinviare la discussione nel consiglio comunale previsto per domani, sul tema della nuova convenzione tra il Comune e la Colacem, che a fronte di 50mila euro in più all’anno rinuncia a riscuotere tanti altri oneri e servizi dovuti e mai resi, previsti nel precedente accordo, concedendo l’ennesimo ampliamento della Cava “Don Paolo” di oltre 5 ettari.

“Un ulteriore regalo fatto a Colacem, un colpo di spugna che sanerà le rilevanti inadempienze della precedente convenzione, quali:  le mancate caratterizzazioni dei siti inquinati e degradati, che il Comune di Cutrofiano aveva indicato, nonché la redazione dei piani di recupero degli stessi, oltre alla costruzione di una nuova strada di due chilometri, opere e servizi mai realizzati e resi dalla ditta”, hanno fatto sapere tramite una nota i promotori dell’iniziativa.

Il rinvio viene richiesto per far sì che l’amministrazione informi dettagliatamente la cittadinanza, che non è stata in alcun modo informata sulla vicenda, malgrado venga privata sempre più di ampie parti di terreno fertile per alimentare una selvaggia attività estrattiva funzionale al Cementificio che determina ricadute sulla salute e l’ambiente anche nei comuni limitrofi, coinvolgendola preventivamente in questa delicata e rilevante decisione.

“Tale adesione spontanea e massiccia, oltre 500 firme in poche ore, ad una petizione promossa solo da domenica scorsa dimostra che non siamo soli a  ritenere che l’ennesimo ampliamento della cava “Don Paolo”, con un’estensione che sfiorerebbe i 30 ettari (con profondità di 30 metri), sacrifica i beni comuni alle ragioni del profitto per alimentare un’attività insalubre, anche se a norma di legge, che contribuisce al già grave inquinamento nel nostro comprensorio”.

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