Perrone attacca l'intesa tra Salvemini e Prima Lecce: "Grossolano accordo di potere"

L'ex sindaco parla di attaccamento alla poltrona mentre Forza Italia punta l'indice contro i consiglieri di Prima Lecce. Sostegno da Pd, Una Buona Storia per Lecce, Idea per Lecce

Paolo Perrone durante il primo consiglio comunale dopo le elezioni di giugno.

LECCE – Il sindaco firma il Patto per la città con i consiglieri Laura Calò, Antonio Finamore, Paola Gigante, che lasciano Grande Lecce per formare il nuovo gruppo Prima Lecce,  e si scatena la bagarre.

Al suo fianco il Pd cittadino: “Salvemini e la sua giunta hanno raggiunto l’obiettivo di trovare un accordo per proseguire l’esperienza di governo, nell’esclusivo interesse di raggiungere gli obbiettivi strategici per migliorare la qualità di vita nella nostra città – commenta il segretario cittadino Maurizio Deta -. Il Pd leccese è al fianco dell’amministrazione pronto a supportare e ad integrare l’attività degli amministratori di Palazzo Carafa”.

Soddisfatta anche Angelamaria Spagnolo di “Una Buona storia per Lecce”: “La firma del Patto rappresenta un’assoluta novità per la politica cittadina. Questa nuova fase conferma che se gli interessi dei cittadini prevalgono sulle differenziazioni politiche, l'intera comunità si può riconoscere meglio nella vita consiliare e sentirsi concretamente parte di un effettivo cambiamento. Appaiono quindi anacronistiche e incomprensibili tutte le dichiarazioni che hanno cercato in questi mesi di delegittimare la vita consiliare e trasformare il confronto civico in uno scontro ideologico oramai insopportabile”.

“Il nuovo corso si apre nella consapevolezza che l’intero Consiglio comunale sarà giudicato dai cittadini per la rapidità con cui saprà rendere concreti i punti del Patto – aggiunge -, e non per le dispute tra personaggi che sembrano appartenere ad una stagione politica oramai tramontata”. Il movimento Idea per Lecce, che dopo la sentenza del Consiglio di Stato sul premio di maggioranza, ha perso il suo rappresentante nell'assise cittadina, Ernesto Mola, ribadisce il suo sostegno all'azione della giunta: "Assicuriamo perciò un sempre maggior impegno per la costruzione di un progetto condiviso per la comunità e il territorio, per governare le trasformazioni urbanistiche, ambientali, socio-economiche e culturali, in modo che i Cittadini vi riconoscano i propri sogni, le proprie idee e aspirazioni, in cui la contaminazione tra discipline e culture faccia da incubatore di nuove energie e sensibilità.”

“Un grossolano accordo di potere” lo definisce, al contrario, Paolo Perrone, ex sindaco della città. Gli animi sono tesi e l’ex sindaco passa al contrattacco: “Il patto per la città appare a tutti un modo per guarire l’anatra zoppa e restare attaccato alla poltrona, come era un modo per arrivarci la convergenza con Delli Noci al ballottaggio – commenta l'attuale consigliere di minoranza -. Ieri Salvemini faceva miseri compromessi con un candidato sindaco presentatosi alla città come equidistante e diverso dai due schieramenti, oggi li fa con tre consiglieri eletti nel centrodestra. Al di là dei suoi ragionamenti ipocriti e delle finzioni sceniche, la sostanza non cambia”.

A detta di Perrone, anche “i suoi elettori più affezionati dovranno ricredersi: “Evidentemente aver sbeffeggiato per anni le pratiche di autoconservazione non gli è bastato per scegliere oggi, con decenza, di rinunciarvi. Come dovranno ricredersi gli elettori di centrodestra che la prossima volta saranno più attenti a coloro i quali affideranno la propria fiducia”, conclude.

Il coordinatore provinciale di Forza Italia, Paride Mazzotta, punta l'indice contro i tre consiglieri che hanno deciso di siglare l'intesa politica e amministrativa con il sindaco: "Che cosa racconteranno agli elettori che li hanno scelti per la loro appartenenza alla coalizione di centrodestra e votati in base ad un programma elettorale che non è già più quello? E poco o nulla c'è da dire anche rispetto al centrosinistra che sbandierava la propria volontà di essere legittimato a governare solo dal consenso elettorale ma che adesso per restare a galla ha dovuto procedere con la 'campagna acquisti' di primavera tra i banchi dell'opposizione. Personalmente mi auguro che il centrodestra ora possa ripartire da basi più solide, scevre da ulteriori eventuali trasformismi, e con ritrovato slancio".

Giudizio molto severo anche da parte del coordinatore provinciale di Direzione Italia, Antonio Gabellone: "Un disegno che non è frutto delle scelte delle ultime ore ma il lavorio del sindaco che già al momento della scelta di non dimettersi aveva in cassaforte un accordo siglato lontano da Lecce Il centrodestra ora deve prendere le distanze in maniera compatta dalle modalità dai contenuti e da coloro i quali hanno consentito di tradirere il mandato ricevuto dai leccesi".

Per Antonio Mazzotta, segretario cittadino di Fratelli d'Italia: "i voti a Salvemini sono da considerarsi un atto di ostilità a freddo e di sfida da parte di chi, eletto riconoscendosi in un programma ben definito e chiaro, da un lato rompe ufficialmente quella unità del centrodestra con cui essi stessi sono stati eletti e dall’altro smaschera l’ambiguo progetto per un governo della città frutto di strane alchimie ed accordi fatti sottobanco, traditori della volontà degli elettori, al solo scopo di mantenere una poltrona la cui seduta sarà sempre più calda".

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