Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Sospetti elettorali, appello alla magistratura: “Fate chiarezza”

Sulla vicenda del presunto voto di scambio, molteplici le reazioni: Grande Lecce, forza di maggioranza, chiede "pulizia nell'interesse dei cittadini". Loredana Capone torna a parlare di gestione clientelare delle assegnazioni

L'aula consiliare durante la prima seduta dopo le elezioni di maggio.

LECCE – La vicenda del presunto voto di scambio denunciata da una coppia di leccesi, assurta all’onore delle cronache nel giorno in cui l’assessore alla Casa della Regione Lombardia, Domenico Zambetti, del Pdl, è finito in manette con l’accusa di aver acquistato pacchetti di voti sicuri dalla ‘ndrangheta, ha innescato una serie di prese di posizione e di inevitabili polemiche politiche.

Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, chiamato in causa perché si sarebbe mostrato indifferente alle richieste di intervento della giovane famiglia arrivando a dire ‘per quanto mi riguarda può anche dormire nell’atrio del Comune’, ha smentito categoricamente quelle parole “non essendo nel mio stile ferire la dignità delle persone”. Il primo cittadino ha ricordato che l’immobile dello Iacp è occupato senza averne titolo, che l’amministrazione non può in nessun caso tollerare l’illegalità e ha invitato moglie e marito “a fornire nomi e cognomi di chi, durante la campagna elettorale, avrebbe offerto loro del denaro in cambio di voti e in più avrebbe promesso un lavoro e rassicurato i signori che sarebbero rimasti in quella casa”.

Identico, perentorio invito a fare chiarezza fino in fondo, viene dal gruppo consiliare Grande Lecce, politicamente legato a Roberto Marti, esponente Pdl in Regione Puglia, e che in giunta è rappresentato dall’assessore alla Mobilità, Luca Pasqualini: “E’ ingiusto ed inaccettabile che si facciano denunce così gravi senza circostanziare l’accaduto. Noi non ci stiamo più” scrivono Daniele Montinaro (capogruppo), Giordana Guerrieri (nella foto insieme all'assessore alla Politice sociali e vice sindaco, Carmen Tessitore) e Paride Mazzotta. guerrieri-2Dai tre consiglieri di maggioranza un sollecito forte alla procura della Repubblica: “Intervenga la magistratura e faccia chiarezza nell'interesse di tutti. Se le accuse sono vere e fondate, chi si è reso protagonista di una vicenda (e di un reato) così squallida, deve essere perseguito. Visto che anche durante la campagna elettorale vi erano state alcune avvisaglie, ci auguriamo veramente che sia giunta l’ora di fare chiarezza e pulizia nell’interesse prima di tutto dei cittadini leccesi e poi di tutti coloro che si adoperano quotidianamente, a partire dai periodi campagna elettorale, per una politica onesta e trasparente nel solo interesse della nostra città”.

In un nota la posizione di Wojtek Pankiewicz, ex consigliere comunale ed animatore di Valori e Rinnovamento: “Chiediamo alla magistratura di fare piena luce su quanto denunciato dalla coppia di inquilini sfrattati, la cui pesantissima accusa riporta alla mente le voci di compravendita di voti circolata in occasione delle ultime elezioni comunali. Intanto a Palazzo Carafa continua ad andare in scena la vecchia politica spartitoria,quella da rottamare. Sono state distribuite le poltrone del Cda Sgm senza alcun criterio meritocratico riferito alla competenza tecnica e amministrativa”.

Tutto politico l’affondo di Loredana Capone, leader dell’opposizione a Palazzo Carafa: "Dopo la battaglia fatta per anni dal centrosinistra perché il governo della città adottasse politiche per la casa vicine ai bisogni effettivi delle famiglie, soprattutto di quelle più bisognose emergeva non solo l'inerzia più totale dell’amministrazione  ma anche la determinazione e la protervia a seguire una gestione clientelare nell’assegnazione degli alloggi. Per questo l’opposizione fu costretta a rivolgersi alla procura  della Repubblica per chiedere di accertare se ci fossero pratiche illegali nella gestione delle case popolari e segnalare la denuncia di una persona che con la sua famiglia lamentava gravi discriminazioni nei suoi confronti”.

Al momento non è stata ancora ultimato il lavoro degli uffici comunali che stanno provvedendo alla stesura della graduatoria definitiva dopo la chiusura – giugno 2011 - del bando per l’assegnazione degli alloggi popolari. Da ultimo, il 18 settembre, il dirigente dell’ufficio Servizi sociali, Maurizio Guido, ha riferito ai membri della decima commissione consiliare che ci vorranno ancora alcuni mesi per arrivare a chiudere la graduatoria e che per il 2013 potranno essere assegnate solo poche decine di alloggi. Ancora senza un regolamento comunale, inoltre, la gestione delle cosiddette case parcheggio. Si parla di almeno cinquecento unità abitative attribuite dall’amministrazione nel corso degli anni in casi ritenuti di emergenza.

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