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Congresso provinciale del Pd, è già rebus alleanze per il ballottaggio

Nelle ultime assemblee di circolo in palio 41 delegati. Alfonso Rampino, che ad oggi ha un piccolo margine su Vincenzo Toma, può convergere su quest'ultimo per fermare la corsa di Piconese. Al quale resterebbe da giocare la carta dei renziani

Al centro, Vincenzo Toma.

LECCE – La corsa è ora al secondo posto. La giornata di oggi, infatti, potrebbe essere decisiva sulla strada che porta alla segreteria provinciale del Partito democratico attraverso il passaggio oramai obbligato del ballottaggio. Sfumata l’ipotesi della vittoria al primo turno, rivelatasi eccessivamente ottimistica, Salvatore Piconese attende di conoscere il nome dello sfidante.

Con 41 delegati ancora da assegnare, Alfonso Rampino (43) ha un margine di quattro lunghezze su Vincenzo Toma (39), mentre Edoardo Santoro è più staccato (21). Oggi ci sono ben 15 assemblee di circolo e in due – Tricase e Sogliano Cavour - ci sono in ballo quattro delegati. Il margine per un recupero di Toma c’è tutto, soprattutto se a Tricase il voto dovesse essere equamente diviso tra i quattro aspiranti segretari.

rampino_pd 004-3Piconese guarda a questa partita con grande interesse. E’ di tutta evidenza che in un eventuale ballottaggio con Toma potrebbe vedersi accerchiato da una “santa alleanza” in grado di ribaltare il verdetto parziale: Rampino (nella foto, accanto), del resto, ha svolto tutta la campagna congressuale tenendo fermo il punto della radicale alterità, politica e di metodo (questione tessere), rispetto al sindaco di Uggiano La Chiesa.  E con Toma, espressione anch'egli della sinistra interna al partito, potrebbe trovare con relativa facilità un’intesa sul piano politico-programmatico anche nel caso in cui , come sembra leggermente più probabile, fosse lui ad arrivare secondo al termine del primo round.

Qualche ipotesi di desistenza, invece, si potrebbe verificare tra Piconese e i renziani, anche alla luce del fair-play registrato nel congresso del Pd di Lecce dove i sostenitori del sindaco di Firenze si sono sfilati all’ultimo momento – non senza lacerazioni interne - dalla proposta di una candidatura alla segreteria cittadina in concorrenza a quella espressa dall’area lettiana (prima Imbriani, poi Marra) la quale a sua volta, sul piano della sfida provinciale, ha votato compatta per la mozione Piconese.

Quest’ultima già ha annunciato una radicale rottura rispetto al gruppo dirigente uscente del Pd salentino e quindi potrebbe alla fine trovare, sul terreno del “rinnovamento”, la convergenza con l’area Renzi, interessatia ad arrivare con una buona rincorsa alle primarie nazionali in programma l’8 di dicembre. 

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