Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Regionale 8, l'entusiasmo di Loredana Capone, le perplessità di Salvemini

L'assessore regionale, dopo un incontro a Vernole, chiede di pensare ai miglioramenti all'opera: "Ma non aspettiamo a tempo indeterminato". Di diverso avviso il consigliere di Lecce Bene Comune: "Progetto sconosciuto ai più"

LECCE - La regionale 8 al centro del dibattito politico, dopo l'incontro odierno a Vernole, con i rappresentanti regionali, Loredana Capone e Fabiano Amati, con sindaci dei territori e sindacati. Per l'ex vicepresidente e l'assessore salentino, occorre ragionare per migliorare l'infrastruttura: "Il cantiere - dichiara - è ormai stato consegnato e si può, finalmente, procedere alla presentazione di quelle ipotesi migliorative che, senza far ripartire tutto daccapo, come noi italiani siamo invece spesso abituati a fare, rendono il progetto più idoneo al contesto che negli anni si è venuto a determinare".

Ma la Capone avverte: "Non si può aspettare a tempo indeterminato: il cantiere è aperto, si potrà rivedere il tracciato solo alla luce delle esigenze generali che i comuni, con apposite varianti, vorranno adottare nel massimo rispetto del paesaggio rurale e degli investimenti compiuti".

"Grazie al buonsenso e alla collaborazione dei tanti attori coinvolti - conclude - da oggi sarà possibile scrivere una nuova pagina su questa faccenda. La Regione Puglia rimane ferma sull’intenzione di trovare un equilibrio tra sicurezza stradale, salvaguardia dell’ambiente, e diritto dei lavori: assi portanti delle strategie di sviluppo regionale".

Carlo Salvemini, consigliere comunale di "Lecce Bene Comune" sul tema esprime una posizione decisamente alternativa (intervento completo), paventando la necessità di riaprire anche nel capoluogo "il caso della Regionale 8", progetto "sconosciuto" ai cittadini, nonostante due delibere di consiglio nel giugno del 2009 e nell'ottobre del 2010, con cui si è approvato all'unanimità il progetto di variante definitiva.

Per Salvemini, è prioritario evidenziare aspetti ignoti ai più, in una fase di redazione del piano urbanistico generale: "Se a Lecce poco o nulla si sa della regionale 8 - scrive sul suo blog - questo dipende dal fatto che si sono diffusamente minimizzate le conseguenze del tracciato e che nessuno si è fatto sinora carico di chiedere un possibile ripensamento. Come invece sta accadendo a Melendugno, Vernole, Lizzanello".

"Il rischio - sottolinea il consigliere - che corriamo è che il tracciato si compia dentro un cono d'ombra che non tiene conto né del paesaggio odierno nel quale questa imponente arteria si sta depositando, né di quello futuro che verrà a delinearsi con la sua realizzazione. Incertezza che viene confermata dall'assenza del tracciato in tutte le tavole allegate al Dpp del nuovo Pug. La conferma che il paesaggio e l'ambiente continuano ad essere parole prive di corpo; e che, paradossalmente, svela la reale inutilità dell'opera, totalmente avulsa dal sistema infrastrutturale e paesaggistico del contesto".

Nel lungo intervento, si evidenziano lo sfregio paesaggistico arrecato alla campagna urbana, la totale inutilità del tracciato nel sistema viario che interessa la città, la prevalenza assoluta dell'interesse a spendere i soldi su ogni altra valutazione d'interesse pubblico. Infine una richiesta al sindaco Paolo Perrone e al consiglio comunale: "Attivare iniziative utili e proporre migliorie al progetto definitivo; ripensare attentamente il legame dello stesso con lo stato reale dei luoghi anche in virtù del nuovo Pug; rivedere totalmente la richiesta di opere complementari presentata dal Comune (allargamento della strada del fondone con previsione di ulteriori due rotatorie) che finirebbe con lo stravolgere l'identità preziosa di quella che è oggi una strada parco. Abbiamo valide ragioni per poterlo fare".

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